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del terremoto e della nintendo…

Finora le uniche mie esperienze con una scossa tellurica erano, fortunatamente, limitate. Un paio di casi dove, avvertendo un lieve tremolio, la domanda principale era “ma era davvero un terremoto?”

Nella notte tra sabato e domenica invece non ho avuto di questi dubbi.

Il letto ha iniziato a oscillare pesantemente, tutto ciò che poteva tremare o tintinnare ha incominciato a farlo rumorosamente e un boato così cupo  e sordo che neanche il migliore dei subwoofer avrebbe potuto replicarlo così efficacemente, ha iniziato il suo concerto per una ventina di interminabili secondi. Un buon velocista in questo lasso di tempo riesce a percorrere a piedi circa 200 metri, io invece sono rimasto ai blocchi di partenza….pardon…inchiodato nel letto nella speranza di svegliarmi di soprassalto pensando “cacchio se era reale questo incubo”.

Ovviamente la notte è proseguita in bianco, anche se, probabilmente un po’ incoscientemente, siamo rimasti in casa pensando che il peggio fosse passato.

Da li in poi e tutt’ora, è un continuo star sul chi va là, tentando di percepire ogni minima vibrazione.

Dopo la prima scossa sono riuscito a percepirne nitidamente almeno altre tre, anche se i media parlano di centinaia di scosse di assestamento.

La cosa che mi ha più impressionato però non è stata la notte di sabato, ma quella dopo.

Infatti, mentre la domenica è trascorsa tutto sommato tranquillamente, visto che con gli amici, si riusciva a parlarne, a raccontare, scherzare,  cercando di esorcizzare la cosa,  anche se a 30 kilometri da noi avevano ben poco da scherzarci, l’approccio alla sera è stato decisamente diverso.

L’arrivo delle tenebre, complice sta caxxo di pioggia che non ci molla più, ha reso l’atmosfera decisamente tesa.

La preparazione dello zainetto in caso di necessità da appoggiare alla porta di ingresso, la porta chiusa solo con una delle due serrature (così è più veloce aprirla), le spiegazioni fatte a Sylvestrino, misurando le parole per non spaventarlo troppo, pur cercando di fargli comprendere l’importanza della cosa…..beh, qualche angoscia la mettevano.

L’unico momento in cui mi sono messo a sorridere è quando mio figlio, annuendo consapevolmente e responsabilmente alle raccomandazioni che gli facevo e dando prova di aver capito l’importanza della situazione mi ha chiesto innocentemente….”papà, però nello zainietto ci puoi mettere pure la nintendo ds?”

 

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