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Varie ed eventuali

Ho problemi con il nervo sciatico. Preferisco dire così che “ho la sciatica” perchè fa meno vecchio…però il concetto non cambia. Sembra che il mio corpo mi stia dando dei segnali che mi rifiuto di ascoltare. Ho provato infatti a correrci sopra venerdì scorso e per due giorni non sono stato in grado di muovermi. Ieri ho provato a fare un po’ di nuoto…ma non sono abituato e i crampi dopo un po’ si sono impossessati delle mie gambe (imbarazzante aggrapparsi ai galleggianti che dividono le corsie in piscina facendo smorfie).

Forse dovrei anticipare la mia iscrizione in palestra.

Per il resto un weekend tranquillo se si considera che il massimo dell’adrenalina l’ho provato nel cambio armadio.

Ieri sono andato a mangiare in un agriturismo fuori porta. A parte l’abbuffata, è successa una cosa curiosa. Un amichetto di mio figlio, giocando,  ha perso il cellulare in uno sterminato campo di erba altissima. Ovviamente era in silenzioso e ovviamente il trova cellulare non funzionava. Praticamente era come andare a cercare un ago in un pagliaio (che non ho mai capito perché gli aghi li mettono li).

Però dopo aver finito il dolce, con metodo e culo, mi sono cimentato anche io nella caccia al tesoro dove inutilmente tutti stavano cimentandosi e, dopo pochi minuti, sono riuscito a ritrovarlo tra l’incredulità generale. Sono diventato l’eroe del giorno.

Come cantava Vasco….”Basta poco”.

 

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Lui è il mio nuovo idolo

Si chiama Yuki Kawauchi ed è un atleta amatoriale giapponese.

Perchè è il mio idolo? Perchè pur non essendo professionista ma lavorando come impiegato statale, tiene il passo, anzi anche meglio, di tanti professionisti.

Ha avuto un’infanzia che direi difficile, con i genitori che lo obbligavano a correre sottoponendolo a massacranti punizioni nel caso non riuscisse a migliorarsi nelle prestazioni.

Nonostante ciò però non è mai riuscire ad entrare nell’elite dei corridori del suo paese e in un’università sportiva, dirottando per la Gakushuin University di Tokyo famosa più che altro per la sua preparazione culturale. Qui entrò nella più modesta squadra di atletica e conobbe il suo unico preparatore atletico Seiichi Tsuda che modificò il suo approccio mentale e fisico alla corsa, riducendo i suoi massacranti allenamenti sulla corsa.

In quel periodo Yuki ebbe anche un cambiamento mentale e la corsa passò da un’imposizione ad un piacere.

Migliorò i suoi tempi e nel 2009 si cimentò per la prima volta nella maratona, finendo col tempo di 2h19 e 26 (sticazzi ndr.).

Fu amore a prima vista e da allora corre ripetutamente più volte quella distanza ogni anno.

Il rapporto col suo allenatore si interruppe dopo meno di due anni per incompatibilità caratteriale, ma nel 2011 balzò agli onori della cronaca sportiva quando alla maratona di Tokio giunse terzo (primo dei giapponesi) con un tempo di 2 08 e rotti…

In quel periodo iniziò a lavorare in una scuola statale come impiegato amministrativo nel turno di notte (già…in giappone gli impegati statali lavorano 40 ore e anche di notte) e ciò gli permise di allenarsi a dovere durante il giorno tanto da fare più di 50 maratone in 4 anni (e credetimi sono tantissime), tra l’altro sempre con tempi di tutto rispetto, tanto da guadagnarsi la qualificazione per le olimpiadi di Rio.

Yuki ad oggi rimane un corridore amatoriale. Vive con il suo stipendio statale in una casa di periferia con mamma e uno dei fratelli, rifiutando sponsorizzazioni che sono incompatibili con il suo contratto di lavoro (se lavori per lo stato non puoi avere altri redditi).

Ovviamente di mogli o fidanzate non se ne parla visto che passa il suo tempo a lavorare, correre e dormire…ma questo non sembra preoccupare più di tanto il nostro Yuki.

Con i suoi 25 giorni di ferie e i premi vinti nelle gare gira un po’ per il mondo correndo qua e la, allenandosi sempre da solo e senza nessun preparatore atletico. Un nerd dell’atletica.

Nerd di fatto visto che in questi giorni il suo nome è rimbalzato in rete per un’impresa davvero incredibile. Ha corso una mezza maratona completamente vestito da impiegato con tanto di giacca e cravatta, finendola in 1h e 06.

Non è ovviamente ben visto dai suoi colleghi professionisti che vedono questo talento della natura come un pericolo che scredita chi si dedica professionalemente a questo “lavoro”, ma questo mi rende ancor più simpatico questo fuori di testa con le orecchie a sventola.

Alle olimpiadi di Rio tiferò senz’altro per i colori italiani, ma in seconda battuta, andrò a curiosare come si classificherà questo simpatico eroe.

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