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Delle Nuvole e degli auguri di Natale

Ieri ho rivisto in TV un film con Geroge Clooney: Tra le Nuvole.

Il film mi piace un sacco anche se trasmette un’amarezza incredibile. Un uomo che per lavoro gira gli Stati uniti per licenziare gente e che per sopravvivere a questo peso taglia completamente i rapporti affettivi col resto del mondo, pur riuscendo ad essere brillante e affascinante come solo il protagonista della pellicola sa fare.

Poi incontra lei, che ha una vita molto simile alla sua. Intesa, feeling, sembra essere la donna che gli fa svoltare la vita, però….

Non so, non vorrei andare oltre per non spoilerare chi non ha ancora avuto occasione di vedere questo film. Quello che però posso dire è che mi ci sono ritrovato molto, sia in lui che in lei (no, non intendo dire che con la gonna starei bene…).

E alla fine del film, mentre le nuvole tornano ad essere protagoniste dei titoli di coda, mi ritrovo a pensare allo zainetto di cui il nostro tagliatore di teste parla nelle conferenze a cui partecipa. (…più lenti ci muoviamo, più velocemente muoriamo).

E non so per quale strano automatismo mi viene in mentre mio padre, quello naturale, di cui più volte ho parlato in questo blog.

Dopo il nostro incontro di un anno e mezzo fa non ne ho fatti seguire più altri, nonostante me li avesse chiesti.

Ora immagino proverà a telefonarmi in questi giorni, o a scrivermi. E non so cosa fare.

Educatamente rispondo o faccio quello che ha fatto lui per oltre 30 anni ignorando la chiamata?

Istintivamente sarei propenso per la prima ipotesi, ma poi ho paura che diventi un “dovere” da espletare nelle feste comandate. Ho paura che torni a chiedermi di vederci e che debba dirgli gentilmente che non voglio, che un padre ce l’ho e che non ho spazio per due nella mia vita.

Ecco perchè vorrei risvegliarmi domani al 2 di gennaio…forse troverei uno zainetto più leggero.

 

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A star is born

E’ il secondo film che vedo in poco tempo che mi è piaciuto in modo particolare.

Ero scettico, molto. Lei come artista non mi piace molto. E pensavo fosse il solito musical.

Invece è una favola. drammatica sotto certi aspetti, ma pur sempre una favola.

L’incontro di una famosa rock star con problemi di alcool e droga, con una talentuosa cameriera. Una Cenerentola in chiave rock però tutto sommato molto credibile e intenso nei contenuti.

Lui, attore (figo lo ammetto) bravissimo a cantare. Lei artista, bravissima a recitare.

Una storia d’amore, di passioni, di paure. Il tutto con una colonna sonora tra le più belle in assoluto.

Non entro molto nel merito della trama perchè mi piacerebbe che vedeste voi stessi il film. Però al cinema mi raccomando, perchè va gustato (come quasi tutti i film del resto) con quella atmosfera, senza distrazioni al buio e con una buona acustica.

Io difficilmente mi commuovo e men che meno per un film. Però ammetto, sulla canzone finale (che non posterò) un groppo alla gola l’ho avuto.

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Quasi nemici – L’importante è aver ragione

Film stupendo. Un Karate-kid in cui i colpi di arte marziale vengono sostituiti con l’abile utilizzo delle parole.

Lei una giovane studentessa delle banlieu parigine al primo anno di giurisprudenza nella speranza di diventare avvocato. Lui un professore di diritto provocatore, un po’ razzista e politicamente scorretto che si ritroverà, suo malgrado, sul percorso della brava protagonista.

La sfida è insegnare a lei l’arte della retorica (e credetemi che sia un’arte è ben evidente nel film) per permettere a lui una sorta di pulizia morale e a lei di spianare il suo percorso per diventare un bravo avvocato.

Un film che dovrebbero far vedere nelle scuole, sia per gli studenti che hanno tutto da imparare, che per quegli insegnanti che, col tempo, hanno perso la passione che dovrebbe accompagnare la loro professione.

Poi bisogna ammetterlo, i francesi sono bravissimi nella commedia, usando l’ironia anche quando vengono affrontate tematiche sociali piuttosto importanti.

Insomma, per chi non l’avesse ancora visto, consiglio vivamente questa pellicola.

Risultati immagini per quasi nemici

 

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La ricerca della Felicità (chi non l’ha ancora visto non legga)

L’altra sera davano questo film in tv. L’ho visto già diverse volte e tutte le volte mi rapisce per l’intensità delle emozioni che provoca in me.

L’altra sera però non mi ero accorto che lo stavano trasmettendo, e ho cominciato a guardarlo solo verso la fine.

Sylvestrino aveva fame per cui gli stavo preparando un po’ di latte e biscotti. Lui seduto a tavola e io in piedi a trafficare col microonde.

Poi arriva questa scena. Mi fermo con la tazza in mano e rimango rapito dalle immagini, dalla musica, dalle emozioni.

Lui mi guarda ed esclama sbigottito….“ma papà…HAI GLI OCCHI LUCIDI????”.

Ma che stai dicendo?

Si si…hai gli occhi lucidi…ma è per il film???

No, non ho gli occhi lucidi…saranno solo un po’ affaticati....ma il groppo alla gola che nel frattempo mi era venuto rendeva poco sostenibile questa tesi.

Ma tu piangi per un film?

Chissà poi perchè gli uomini devono sempre passare per quelli freddi, impassibili, che non piangono mai, tantomeno per un film passato in tv.

Però in quel film c’è tanto…

 

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Chi li ha visti?

Ho 47 anni e pur non frequentando il cinema tutte le settimane e pur non guardando film in tv tutti i giorni, penso di averne visti parecchi.

Dovessi elencare quelli che mi sono piaciuti di più ce ne sarebbero tanti e per tanti motivi.

Però, non so perchè, ogni tanto mi vengono in mente due film che mi si sono stampati nella testa indelebilmente.

Il primo è un film che vidi su capodistria, ero ragazzino. La tv di casa era ancora in bianco e nero e non seppi mai se la pellicola era girata a colori oppure no.

La trama era molto semplice. Un uomo entrava in cabina per fare una telefonata (allora c’erano ancora le cabine ed i gettoni telefonici) e non riusciva più ad uscirne.

Inutili i tentativi di tutti i passanti, della polizia, e di chiunque provasse ad aiutare lo sfortunato protagonista. Nessuno riusciva a tirarlo fuori di li.

Questo fino alla scena finale, quando arriva un camion (l’autista era solo un’ombra indefinita) con una benna, che afferra la cabina senza rompere i vetri, decisamente infrangibili, la appoggia sul cassone e la porta via.

Tuttii curiosi che si erano fermati ad osservare la scena sorridono, pensando ai soccorritori che finalmente riusciranno a portare la cabina in un luogo dove potranno salvare il malcapitato.

La camera invece segue il camion che gira per la città con lo spaesato passeggero, finchè si allarga in un campo lungo per mostrare, all’occhio dello spettatore, uno sconfinato cimitero di cabine telefoniche, tutte con uno scheletro all’interno, facendo presagire la fine che farà il protagonista del film.

Il secondo film invece lo visto solo in parte. Era un film giapponese, questa volta di sicuro in bianco e nero. Il protagonista era un uomo che aveva difficoltà a relazionarsi con le donne, sembrava timido.

Finchè invece non ne trova una che sembra catturare la sua attenzione.

Si danno appuntamento, passano la serata insieme come una normale coppietta (qui i miei ricordi sono un po’ vaghi) fino ad arrivare alla fine a casa di lei.

Dopo aver bevuto qualcosa incominciano con le classiche effusioni pre-sesso, con lei che si spoglia. Lui è un po’ titubante, ma dietro le inistenze di lei evidentemente eccitata, si toglie i vestiti e…la camera inquadra il primo piano di lei sbalordita e terrorizzata…poi torna su di lui a figura intera, mostrando un enorme trapano tipo questo punta trapano al posto del pisello, con cui la “trapana” schizzando sangue su tutte le pareti in perfetto splatter style.

Ecco…non so perchè, ma questi due film ogni tanto mi tornano in mente.

Ora non mi interessa più di tanto capire il perchè…ma sapere se per caso qualcuno di voi li ha mai visti.

 

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Posti in piedi in paradiso

Ieri sera ho visto l’anteprima. Tra l’altro con tutto il cast e un sacco di Vip’s…

Spassosissimo.

Come sempre con Carlo Verdone si ride amaro, ma in certi momenti era proprio esilarante.

La storia di tre uomini separati che, dovendo fare i conti con gli alimenti alle ex-mogli, si ritrovano a dividere un appartamento per ridurre le spese.

Consiglio vivamente

 

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luna piena

Ieri sera, osservando la bella luna piena, mi è venuto in mente questo vecchio film di John Landis.

Il film effettivamente si trasforma nel genere horror splatter, ma la scena che mi ricordo come più angosciante è questa:

 

 

Mi raccomando….guardatevi le spalle!

 

 

 

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Benvenuti al nord

Domenica ho portato il cucciolo a vederlo. Era il suo primo film al cinema “per adulti”.

Già che c’eravamo al gruppo si sono uniti un po’ dei suoi amici.

Il film merita. Non vincerà il leone di Venezia, ma si fanno 4 sane risate passando in rassegna tutti i luoghi comuni sui milanesi e sui meridionali.

Ammetto di essermici ritrovato in alcuni di essi.

Sylvestrino si è divertito un sacco, anche perchè io e lui eravamo gli unici a capire le battute in milanese.

E poi ha riconosciuti alcuni luoghi in cui era passato e ogni volta si girava verso di me eccitato dicendo “papà guarda è il naviglio della Martesana !”

Per la cronaca comunque il film ha divertito anche i bambini non milanesi.

Unico problema sono stati i provini prima dell’inizio del film.  Quando vai a vedere film per bambini, nei trailer ci trovi altri film per bambini…negli altri casi invece no.

Hai voglia a distrarli quando sul grande schermo c’erano scene violente, tette al vento, linguaggi da scaricatori di porto e vampiri truculenti…

 

 

PS: faccio notare nell’ultima parte della clip un’interessante lezione di grammatica milanese

ilgattosyl

 

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il gatto con gli stivali

Sarò un po’ di parte, ma l’ho trovato esilarante.

Vado a comprarmi un paio di stivali pure io.

 

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Serata CULturale

Ogni tanto mi tocca. “Alla presentazione di quel film non possiamo mancare” mi ha detto la mia collaboratrice settimana scorsa, “altrimenti sai come si offende!” .

Lei è saggia, più di me, e ogni tanto mi ricorda che nel mio ruolo esistono anche le pubbliche relazioni.

Mi ritrovo quindi a forzare la mia anima selvatica e andare alla serata con lo stesso spirito con cui Fantozzi andava al cineforum per vedere LA CORAZZA POTEKMIN.

Consapevole di essere invidiato da molti per essere li, in seconda fila in mezzo al gotha della cultura milanese e italiana, avevo come unico obiettivo quello di non farmi sentire nel caso russassi.

Il film in realtà era anche interessante, sia pure di una lentezza mostruosa.  Una sequela di interviste con primi piani degli intervistati così stretti da poter vedere quanti peli nel naso avevano.

La fotografia però, quella tra un intervista e l’altra, era fatta molto bene. Delle vere e proprie cartoline animate. E anche la colonna sonora meritava.

Il meglio però è stato dopo, tornando a casa in auto e commentando il film:

“Dai, il film non era poi così male, a parte  quella lunga intervista al critico d’arte”

“Perchè c’era anche lui tra le interviste? “

“…”

“La prossima volta il caffè è meglio che lo prendo doppio.”

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