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Dei figli e del loro cammino

PREMESSA: Normalmente è quel che scrivo in questo diario (che tutti chiamano blog) ad alimentare la mia pagina FB. A volte però capita il contrario, come in questo caso. Ecco perchè un innocente hastag in un gruppo mi ha ispirato queste parole che però vorrei fissare anche tra queste pagine (ovviamente condividendole con voi).

Vedere crescere Sylvestrino, per quanto a volte faccia paura e costi fatica è un’autentica magia.
Cos’altro potrebbe essere infatti il poter assistere alla trasformazione di un essere di tre chili scarsi in un adolescente che sta imparando a diventare uomo.
Ovviamente con le sue contraddizioni, gli incidenti di percorso, i drammi e le gioie che l’enfasi del momento accentua ma che poi il tempo riesce a rimettere nella giusta posizione. Ed è normale credere di vedere in lui quello che eri tu alla sua età e sbagliare clamorosamente. Perchè se in lui c’è di certo una parte di te, non solo nei cromosomi ma negli insegnamenti, è anche vero che lui non sarà mai te, grazie a dio. Lui avrà la sua strada da percorrere e tu puoi al massimo insegnargli a camminare.

L'immagine può contenere: una o più persone e scarpe

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Sinapsi in azione

Sylvestrino è tornato in pedana nel weekend. Gara nazionale, di quelle toste con tutti i migliori. Lui era da maggio che non tirava in gare ufficiali.

C’è stata la trasferta, la colazione presto, la preparazione, il riscaldamento e poi la gara.

Ciò che gli ho detto prima di uscire dalla camera di albergo dove abbiamo alloggiato è stato “mi raccomando, divertiti”. Consiglio ahimè vano, perchè in gara non ha reso come si aspettava e lui è il primo che ci è rimasto male, nonostante tutte le nostri rassicurazioni sul contrario.

La scherma, sto imparando, è una grossa palestra di vita, e spero possa essere d’aiuto a questo meraviglioso bambino, anzi, ragazzino, per crescere come deve e con i suoi tempi.

Poi c’è stato il lavoro. Nulla di nuovo se non mille problemi ed emergenze da gestire. A volte mi sembra di abituarmi all’emergenza, di trovarla normale e questo non va bene. Fa abbassare la guardia, sottovalutare i segnali e prendere eccessivamente le distanze.

Certo che quando poi, alla fine di una giornata così, vai dai tuoi e ti senti dire “la TAC non è andata bene…”, è normale che ti vengano i sensi di colpa per aver pensato più al lavoro che a loro.

https://i0.wp.com/www.karmanews.it/wp-content/uploads/2014/06/sinapsi.jpg

 

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che bella immagine del gatto…..

So che i compiti a casa vanno fatti fare dai bambini, ma controllare che siano siano eseguiti e vedere che tipo di errori ci sono penso sia normale.
Un esercizio, in particolare, mi aveva lasciato qualche dubbio. Era di matematica ma, secondo me, l’impostazione fatta nell’esempio era sbagliata (non sto a descrivere quale era il problema ma mi consola che anche altri genitori avevano avuto lo stesso dubbio).
ieri sera quindi torno a casa e chiedo al cucciolo (7 anni fra poco) come erano andati i compiti a casa fatti nel weekend.
– bene
– anche quell’esercizio sugli insiemi?
– si, ma non preoccuparti perché gliel’ho detto alla maestra che TU non l’avevi capito.
– …..
– si ma le ho anche detto che poi te l’ho spiegato IO.
– ….ehm grazie cucciolo
che bella immagine che devo avere agli occhi della maestra

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primo giorno di scuola…..

che dire….emozionante. Vedere il mio piccolo che stava seduto al banco, orgoglioso della sua maglietta degli U2, insieme agli altri bambini, è stato semplicemente emozionante.Io me lo ricorderò finchè campo, ma penso che anche a lui la giornata di ieri rimarrà impressa a lungo.Pioggia…..la prima giornata autunnale, una marea di persone e di ombrelli fuori dalla scuola. Quel senso di essere pesci fuor d’acqua visto che non conoscevamo nessuno. Poi la campanella, e quella camminata fino all’aula in fondo del primo piano con tutti gli alunni delle classi maggiori che ci salutavano e applaudivano in parata. Il suo nome sull’attaccapanni,  le maestre (la prima impressione è buona, giovani e sveglie), la distribuzione dei nomi da attaccare ai banchi…..(primo nome estratto indovinate un po’?…….), ……e poi i lacrimoni di GL (piccolo quanto è sensibile….), il magone mio e gli occhi rossi di mia moglie, un ultimo saluto sulla porta della classe…..e via….l’avventura della vita inizia un nuovo capitolo.E poi aspettarlo fuori dalla scuola qualche ora dopo, controllare nervosamente l’orologio, sentire nuovamente la campanella che si mescola al vociare dei bambini….e poi vedere i suoi occhioni, in fondo alla fila cercare….fino ad incrociare i miei e vedere quello splendido sorriso illuminare la giornata piovosa…la sua manina a salutarmi….. Essere genitori è un’avventura bellissima….. img_4494_2.JPG

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