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Cazzo

Non so quanti post ho già fatto come questo e non ricordo (non è vero me le ricordo tutte) quante volte ho ripetuto le stesse parole, gli stessi concetti.

Ma quando hai di fronte una ragazza, sorridente, giovane, che ha lavorato con te e per te per alcuni anni, dirle “mi spiace, a fine mese non riuscirò a rinnovarti il contratto”…ecco, mi fa rabbia e amarezza.

Mi si torcono le budella a vedere quegli occhi farsi lucidi, la voce tremante. Io alla sua età avevo un posto fisso da anni, una casa e mi ero già sposato. Lei ancora un badge con su scritto guest, nonostante l’impegno, le sue capacità e il carattere solare.

Spero solo che alla fine ci sia una giustizia, una ruota che giri, come dovrebbe essere.

E intento si fa sempre più presente il pensiero e la paura che questo bel discorso, ormai imparato a memoria, domani non lo facciano a me.

Buon weekend.

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Post da mal di pancia

In un assolato venerdì pomeriggio, mentre con vergogna mi appresto a partire per la romagna, sono riuscito a rovinare il weekend e le ferie a due miei collaboratori.

Non ce l’ho fatta, CAZZO.

Quei due maledetti contratti atipici (maledetti i contratti non loro ovviamente).

Che cazzo di definizione poi, contratto atipico….che già nel nome sembra sfigato, per i figli di nessuno, col destino già segnato.

Quei due contratti atipici non sono riuscito a rinnovarli.

Giusto un allungo di un paio di mesi, fino a fine settembre, e poi basta.

Via un reddito, via le abitudini, il caffè coi colleghi, la mensa, il torneo di calcetto aziendale.

Si c’è la crisi, si l’azienda va male….però cazzo, guardarli negli occhi ed iniziare a parlare dicendo…”non ho buone notizie”….

Ormai dovrei esserci abituato, purtroppo, ne ho già visti andar via diversi…però a quegli occhi lucidi, a quei “grazie comunque per la bella esperienza, mi sono trovato bene”,  a quelle mani tremanti che tamburellano nervosamente sulle ginocchia io non riesco proprio ad abituarmi.

Ed ogni volta sento di non aver fatto abbastanza, di non aver lottato per tenerli.

Cazzo non saranno miei figli ma mi sento responsabile.

Oggi è un giorno di merda.

Quando in auto sentirò Levante cantare alla radio, non mi verrà da sorridere…

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