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Quello che mi piace della fine della scuola…

…è che Sylvestrino passa una settimana qui con me.

Con me e con i nonni, che con lui in mezzo ai piedi sembrano rinascere e ringiovanire di 20anni.

Con me la sera, quando lo vado a prendere dai nonni e in auto, in ordine sparso, grida, canta, parla, guarda fuori. Io almeno in città lo vorrei far sedere nel sedile accanto al mio, come i grandi, ma lui continua a volere star dietro, come i piccoli, anche se ormai è un piccolo grande.

Con me la sera quando combattiamo per il telecomando, o discutiamo per i denti da lavare, o il pigiama da mettere, o vai a dormire che è tardi, anche se domani puoi dormire fino a mezzogiorno.

Con me la sera quando vuole usare solo con tutte le parolacce possibili, e perché quando lo rimprovero per questo sono credibile come una moneta da 3 euro.

Con me la notte perché l’ho convinto a dormire nel lettone con me….cioè vi rendete conto? Ho dovuto convincerlo!

Con me la notte, quando ha caldo e si agita manco fosse la Mondaini, quando mi cerca col piede, quando russa che nemmeno un adulto suona la tromba così.

Con me la mattina, quando faccio colazione, la doccia, le news in TV, la lavatrice da stendere, la camicia da scegliere, la cravatta da abbinare….e lui dorme come un ghiro e io lo ammiro, perché guardare sarebbe riduttivo, ogni volta che transito con passo svelto in camera da letto.

Con me la mattina quando chi se ne frega se l’abito si sgualcisce, ma io mi sdraio vicino a lui e me lo coccolo ancora un poco prima di andare in ufficio….e lui con gli occhi chiusi allarga il braccio e me lo mette intorno al collo, con la consapevolezza che quelle coccole sono tutte per lui.

Perché siamo io e lui e tutto il resto può aspettare.

father-son

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Legami…….sostantivo o imperativo?

Le corde, nervosamente avvolte intorno ai tuoi polsi, ti stringono, ti bloccano, ti imprigionano, ti impediscono ogni movimento. Se non ci pensi non è un problema, non è drammatico, la posizione non è poi così scomoda. Ma la mente non riesce a staccarsi da quel pensiero da quell’ossessione. E’ l’idea di non poter avere la libertà del movimento a farti impazzire.  E’ da quando sei nata che il tuo corpo e la tua mente sono abituati alla libertà e non accettano l’idea di essere privati di questo diritto. Le mani si contorcono, i polsi ruotano, i muscoli dell’avambraccio tesi, vorresti ribellarti ma l’unico effetto è quello di stringere ancor più quel nodo, come a ribadire che nulla puoi senza la mia volontà. Devi accettarla non hai altra possibilità. Lo sapevi fin dall’inizio, potevi sottrarti, rinunciare, ma hai deciso altrimenti, forse per curiosità, forse per desiderio, forse per una scarica di adrenalina, ma ti sei docilmente fatta legare, anzi me lo hai chiesto….”Legami”.  img_0703.JPG

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