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Delle regole del blog e dei libri belli

Quando ho aperto il blog mi ero dato poche semplici regole da seguire.

Almeno un paio di post alla settimana, non troppo lunghi da leggere in un paio di minuti e corredati con un video, meglio se con una foto.

Ecco…sulla prima regola sto marcando veramente male.

Non è che non ho cose da dire…ma è la testa per trasferirle nero su bianco che manca.

Comunque oggi, con lo spirito di un autore un po’ scazzato che deve per contratto consegnare un testo da pubblicare al suo editore (devo fare qualcosa per il mio ego che sta diventando bulimico), vi parlo di uno dei libri che ho letto recentemente.

L’ultima settimana di settembre di Lorenzo Licalzi, autore che io amo.

E’ la storia di un rapporto, tra un nonno che pensava di non aver più nulla da dare ed un nipote quindicenne che non sapeva di poter dare così tanto.

Il tutto on the road, come nei migliori film, con un cane ingombrante, un’auto d’altri tempi e tanti personaggi che definirli di contorno è riduttivo.

Licalzi ha la capacità di far ridere e commuovere nell’arco di poche righe e in questo romanzo ci è riuscito benissimo.

Se vi piace leggere e lasciarvi toccare dai sentimenti, ve lo consiglio vivamente.

Io nel frattempo penso con ansia ai 35 km che dovrò farmi domani per allenamento. La mia tabella di marcia su Venezia procede tutto sommato bene e domani svalico il punto più duro di questi mesi di preparazione.

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Andre Agassi – OPEN (finalmente l’ho letto)

Eppure. Le nostre migliori intenzioni sono spesso frustrate da forze esterne – forze che noi stessi abbiamo messo in moto tanto tempo prima. Le decisioni, soprattutto quelle sbagliate, generano una loro inerzia e fermare l’inerzia può essere un bel casino, come ogni atleta sa bene. Anche se giuriamo di cambiare, anche se siamo dispiaciuti e facciamo ammenda dei nostri errori, l’inerzia del passato continua a trascinarci per la strada sbagliata. L’inerzia governa il mondo. L’inerzia dice: Calma, non così in fretta, sono ancora io che comando qui. Come ama dire un mio amico, citando un vecchio poema greco: La mente degli dèi eterni non cambia all’improvviso.

Non avrebbe potuto dirlo meglio.

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Un lungo fortissimo abbraccio

Avrei tante cose di cui parlare ma poca testa per farlo.

Colgo allora l’occasione per un tema che nasce da un libro letto recentemente, Un lungo fortissimo abbraccio di Lorenzo Licalzi.

A parte che lui lo adoro per la sua ironia, ma in questo romanzo sviluppa un tema di cui poter chiacchierare sotto l’ombrellone nei prossimi mesi al mare: L’immortalità.

La storia si svolge in un futuro in cui l’età media dell’uomo supera i 100 anni ma dove talvolta, una malattia degenerativa, colpisce i tessuti corporei degli uomini lasciando però intatto il cervello.

Ecco quindi che il nostro protagonista, in maniera sperimentale, si presta ad un trapianto mai tentato prima, quello del cervello nel corpo di un altro uomo.

Ci ritroviamo quindi con un cervello ottantenne nel corpo di un giovane ragazzo ventenne, donatore appena deceduto, con una serie di risvolti non trascurabili. Primo fra tutti quello di avere una moglie, di cui peraltro è ancora innamorato, che continua ad avere settant’anni e che si ritrova ad avere per casa un giovinotto scambiato dai più per un giovane toy-boy.

Inoltre un’esuberanza fisica, tipica di quell’età giovanile, accompagnata però dall’esperienza di un uomo che la vita l’ha vissuta ampiamente.

Ecco, pensavo allora al fatto che, forse, ammettendolo a denti stretti, sarebbe il sogno di tutti noi. Poter rivivere in un corpo “giovane” con l’esperienza di uomo maturo.

Di prima battuta avrei detto che per me non è così, che sono fiero dei miei pochi capelli brizzolati delle mie maniglie dell’amore e del mio mal di schiena che si presenta puntuale con l’umidità. Però questo mio inseguire la forma fisica, voler correre le maratone, giocare a beach tennis buttandomi nella sabbia come un ragazzino…beh, non sono in fin dei conti un voler fermare o almeno rallentare le lancette del mio organismo biologico?

Che poi d’altro canto, a vent’anni non avrei mai potuto e soprattutto voluto affrontare una maratona, non ne avrei avuto la testa e la determinazione.

E perchè faccio questo? Solo per poter essere “meglio” degli altri nella mia miglior forma di antagonismo (io di più), o per poter sognare di poter riportare indietro le lancette e far prendere alla mia vita un percorso diverso da quello che ha preso che gli ho fatto prendere?

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La grammatica del bianco.

Ci ho trovato molto di me nel protagonista di questo libro, un ragazzino, introverso, che racconta di se nell’arco dei 5 set di una delle più belle partite della storia del tennis, la finale di Wimbledon tra l’orso biondo (Borg) e il genio riccioluto (McEnroe).

Tre ore e cinquantatre di una finale che riscriverà la storia del tennis, raccontati da un ragazzino che convive con una madre ansiogena, e con l’assenza di un padre che non ha mai conosciuto.

Scambi incredibili e stati d’animo rimbalzano tra una parte e l’altra del centrale di Wimbledon e le pagine di questo libro.

Non bisogna essere appassionati di tennis per amare questo racconto di cui vi riporto alcuni frammenti:

  • “Cicca, e che cosa c’è di più bello che essere il numero uno?”
  • “Provare a battere il numero uno.”

Se sbagli sempre la prima battuta, devi avere un’alta percentuale di punti sulla tua seconda. Oppure sei spacciato” A rifletterci, il bello del tennis è proprio questo, ti da sempre una seconda occasione. Voglio dire. E’ un gioco che ha previsto la possibilità di sbagliare addirittura nel regolamento, è consentito, lo perdona.

 

…e lo capisco anch’io, finalmente, che ogni punto dura un punto, che c’è sempre modo di rialzarsi e giocarne un altro, che niente è mai finito prima che sia finito davvero.

 

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diario di bordo…data astrale…

Passano i giorni. Da qualche tempo non sono più nel mood “tutto nero” . Ho un nuovo capo, ho un nuovo ufficio…i problemi al lavoro però sono sempre gli stessi.

Oggi ci si è messa pure la neve. Che per carità, in certi contesti è anche bella….ma in città, con tutto il piciu paciu….anche no.

Ho mollato un po’ con la corsa. Niente maratona di Milano, non ho testa, non ho voglia e in più c’è la gara si Sylvestrino quel weekend. In questa prima parte dell’anno proverò qualche mezza, ma senza troppe pretese. Corro poco e soprattutto ne ho poca voglia. Sto facendo meno della metà dei chilometri che facevo fino a un paio di mesi fa. Ieri ho corso di sera, con la torcia, passando davanti ad un improponibile travesta che mi avrà preso per un minatore matto…(perché lui/lei invece, conciato in quel modo…). Sono tornato a casa dopo 10 chilometri, con poca soddisfazione e un raffreddore noioso. Speriamo non degeneri, perché la terza influenza in un mese mi farebbe retrocedere definitivamente fra le mezze seghe.

Sto leggendo con più continuità. Poche pagine ma tutti i giorni. Adesso sto leggendo un bel libro che parla di un bambino simpatico e della finale di Wimbledon tra Borg e McEnroe. Sono arrivato al 4° set.

Stasera non ho cucinato. La mia cena è stata bresaola e caprino, se non fosse per la neve sembrerebbe una mia cena di luglio. Compenso guardando pigramente Masterchef. Stasera c’è pure Cannavacciuolo, ci si diverte. Comunque io faccio il tifo per Stefano. Maria invece non la posso sopportare.

E intanto fuori continua a nevicare…let it snow let it snow let it snow….canterebbe Bublè.

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e non c’è altro da aggiungere

rizzoli-libri

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5 febbraio 2014 · 02:13

il test sui libri

Copio da Valentina questo simpatico test….
Premetto che per me i libri, oltre che una passione sono ciò che mi da da vivere.
1) Come scegli i libri da leggere? Ti fai influenzare dalle recensioni?
Non da quelle ufficiali. Però mi faccio influenzare dai pareri di conoscenti o dai commenti su anobii
2) Dove compri i libri: in libreria o online?
Visto il lavoro che faccio ne compro molti meno di quelli che leggo….ehi….non faccio il ladro però!
3) Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta?
Ho una lista infinita di libri che prima o poi devo leggere.
4) Di solito quando leggi?
Dipende dalle stagioni. D’estate non appena ho un momento a disposizione, d’inverno quando vado a dormire o….emh…in bagno.
5) Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro?
Si. Una volte i mattoni mi facevano impazzire….ora esattamente il contrario.
6) Genere preferito?
Romanzi, gialli….ma in ogni caso con preferenza per gli autori italiani
7) Hai un autore preferito?
Direi di no.
8) Quando è iniziata la tua passione per la lettura?
Vale Topolino?
9) Presti libri?
Adoro farlo. Mi piace condividere qualcosa che ho letto, a maggior ragione se fisicamente è qualcosa che ho “usato” io.
10) Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme?
Di solito uno, ma a volte azzardo la lettura doppia….non esattamente nello stesso momento però  😉
11) I tuoi amici/famigliari leggono?
Si si.
12) Quanto ci metti mediamente a leggere un libro?
Normalmente sono lentissimo, molto più di quanto vorrei….ma se ho tempo e il libro piace posso divorare un libro di 300 pagine in un giorno.
13) Quando vedi una persona che legge (ad esempio sui mezzi pubblici) ti metti immediatamente a sbirciare il titolo del suo libro?
Beh….è anche una deformazione professionale.
14) Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne uno soltanto quale sarebbe?
Il dizionario italiano…aiuterebbe a ricostruire.
15) Perché ti piace leggere?
Sono tanti i motivi. Informazione, studio, diletto….se si parla di un libro di narrativa per “vivere” la storia che leggo.
16) Leggi libri in prestito (da amici o dalla biblioteca) o solo libri che possiedi?
Difficilmente me li prestano, visto il lavoro che faccio, ma quando capita li leggo con ancor maggior interesse
17) Qual è il libro che non sei mai riuscito a finire?
Il cimitero di Praga…ma prima o poi….
18) Hai mai comprato un libro solo perché aveva una bella copertina, e cosa ti attrae nella copertina di un libro?
Comprato no per i motivi di cui sopra….e comunque, pur apprezzando una bella copertina, non penso di farmi influenzare da questa nella scelta.
19) C’è una casa editrice che ami particolarmente, e perché?
Bompiani. Per me è una garanzia di qualità.
20) Porti i libri dappertutto (ad esempio in spiaggia o sui mezzi pubblici) o li tieni “al sicuro” dentro casa?
Uso e maltratto i libri per lavoro….figurarsi se mi faccio scrupoli a portarli in giro.
21) Qual è il libro che ti hanno regalato che hai gradito maggiormente?
Non saprei….mi viene in mente L’arte di correre di Murakami…posso ormai considerarlo un regalo, vero?
22) Come scegli un libro da regalare?
La trama…però difficilmente regalo libri nel senso classico del verbo.
23) La tua libreria è ordinata secondo un criterio o tieni i libri in ordine sparso?
Diciamo che ci faccio stare solo quelli che ci stanno….compresi quelli in doppia fila e quelli ammucchiati sopra finchè c’è ancora un po’ di spazio….una sorta ti tetris di libri….più che ordinarli direi che li disordino.
24) Quando leggi un libro che ha delle note, le leggi o le salti?
Parto col leggerle…poi se vedo che non aggiungono nulla le salto.
25) Leggi eventuali introduzioni, prefazioni e postfazioni dei libri o le salti?
Di solito si….leggo anche il finito di stampare, figurarsi le introduzioni.

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Francesca Melandri – Più in alto del mare

L’ho appena finito e ve lo consiglio vivamente.

E’ il racconto di un uomo e una donna, rispettivamente padre e moglie di due detenuti in un carcere di massima sicurezza, ambientato durante gli anni di piombo su un isola di difficile accesso.

Una visita di routine si trasforma, con la complicità di una mareggiata imprevista, in un incontro che se pur non cambierà le vite dei protagonisti, li aiuterà a sopportare quella pena che, anche senza la condanna di un giudice, si ritrovano a scontare al pari dei loro familiari.

Il racconto è breve, si legge d’un fiato, ma consente di apprezzare la capacità dell’autrice nel descrivere in maniera essenziale ma incredibilmente efficace, le sensazioni che i personaggi del libro si ritrovano a vivere e il contesto in cui si muovono.

Era da tempo che non trovavo un racconto così ben scritto.

 

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Test sui Libri

Copiato da Valentina

1) Quale libro stai leggendo attualmente?
Milano Criminale di Paolo Roversi

2) Perchè l’hai scelto?
In effetti me lo chiedo pure io

3) Ti piace farti consigliare libri dagli amici?
Si, anche se di solito mi consigliano il triplo dei libri che sono in grado di leggere

4) Lo scaffale che visiti per primo in libreria?
Quello dove ci sono i libri delle nostre case editrici (per vedere se sono ben fatti)

5) Il tuo libro preferito?
Dipende dal momento in cui mi viene fatta la domanda.  Da ragazzo avrei detto L’ombra dello scorpione di Sthephen King, oggi Caos Calmo di Veronesi

6) Quello più brutto?
Recentemente La prova del miele, di  Salwa Al-Neimi.  

7) L’ultimo libro che hai letto?
Il passato è una terra straniera di Carofiglio. 

8 ) Quello che aspetta sullo scaffale da anni?
DA anni no, ma che sta ancora aspettando è Il cimitero di Praga di Eco 

9) Quello che rileggeresti?
Ne devo leggere troppi nuovi per aver tempo di rileggere quelli già letti  

10) Quello che non hai compreso?
La carta e il territorio di Houellebecq, anche se è scritto benissimo.

11) Quello che hai lasciato a metà senza rimpianti?
Un cappello pieno di ciliege della Fallaci, anche se qualche rimpianto ce l’ho. 

12) Quello che hai lasciato a metà a malincuore?
Vedi sopra

13)Quello con il miglior finale?
Mani nude di Paola Barbato. Ho riletto incredulo le ultime due pagine almeno tre volte. 

14)Quello più divertente?
Diversi. Recentemente Jonasson con Il centenario che scappò dalla finestra e scomparve

15)Quello più triste?
La casta di Stella e Rizzo

16)Quello più originale?
Non saprei. A loro modo sono quasi tutti originali

17)Quello che più ti estrania dalla realtà?
La trilogia  di Asimov. 

18) Quello che avresti voluto scrivere tu?
Harry Potter.  Vivrei di rendita per il resto dei miei anni.

19) Tre libri che vorresti leggere in futuro.
– Il silenzio dell’onda di Carofiglio
La seconda mezzanotte di Scurati
– Passi da gigante di Dino Meneghin

20) Tre autori che ti piacciono.
– Paola Barbato
– Lorenzo Licalzi
– Flavio Soriga

21) Tre personaggi letterari tra i tuoi preferiti.

  • Allan Karlsson de Il centenario
  • Batiza di Mani nude
  • Mathilda dell’omonimo libro di Vitor Lodato

22) Tre libri che non avresti voluto leggere.
Ma che ho letto? Se li ho letti è perchè lo volevo…passo a quella dopo

23) Tre autori che non ti piacciono.
Vedi sopra

24) Tre personaggi letterari che detesti.
– Don Abbondio
– sugli altri ci penso su.

25) Il tuo racconto preferito?
Il piccolo principe

26) Il libro della tua infanzia?
Topolino (si lo so non è un libro, ma leggevo solo quello)

27) Il primo libro da “adulto”?
Formidabili quegli anni di Mario Capanna. 

28) Un libro che hai comprato solo perchè ti piaceva il titolo?
69 penso sia inutile spiegarne il motivo 😉  

29) Un libro che hai comprato perchè ti piaceva la copertina?
Deformazione professionale. Sto li a controllare troppo come è stampata per decidere poi se mi piace.

30) Classici o Moderni?
Moderni

31) Ottocento o Novecento?
Anche la nuova 500 non è male. 

32) Il più bel film tratto da un libro?
Qualcuno volò sul nido del cuculo

33) Il primo libro che ti viene in mente?
L’ultimo che mi ha creato dei problemi questa mattina

34) Un libro che sei stato obbligato a leggere e non ti è piaciuto?
Obbligato è una parola grossa. Diciamo La rabbia e l’orgoglio della Fallaci, anche se lei scrive da dio.

35) Un libro che sei stato obbligato a leggere, ma ti è piaciuto?
Il fu Mattia Pascal

36) Il tuo genere preferito?
Diciamo che preferisco da qualche anno i romanzi degli autori italiani

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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve – Jonass Jonasson

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Ho iniziato a leggerlo con un po’ di scetticismo. Un libro che sta avendo un discreto successo ma di un autore a me sconosciuto, svedese, e ormai ho la sensazione che ci sia un po’ di inflazione da ciò che arriva da quelle parti.
Le prime 100 pagine non hanno fatto che confermare il mio scetticismo. Lo trovavo lento, zeppo di quei nomi pieni di caratteri strani. Stavo per abbandonarlo quando, pagina dopo pagina, ha incominciato a divertirmi, e quando uso questo verbo, intendo proprio farmi ridere e sorridere (che fatto sotto l’ombrellone in spiaggia risulta a volte imbarazzante).
La storia è quella di un arzillo centenario che il giorno del suo compleanno pensa bene di scappare dalla casa di riposo e di lanciarsi in un avventura senza fine.
A quel punto però il racconto si divide tra il presente e il passato, rivelando situazioni assurde, paradossali, che questo vecchietto, degno di un Forrest Gamp dei paesi nordici, ha vissuto nel corso della sua esistenza.
La trama ora ti prende e incominci a divorare le pagine, nel mio caso con maggior interesse per i racconti del passato che per quello con cui inizia il libro.
L’ingenuità e la semplicità di questo personaggio catturano attenzione e simpatie, ridisegnando pagine di storia moderna in modo sicuramente originale.
Lo consiglio. E’ una lettura leggera, estiva, che ha la sola pretesa di far passare qualche ora di svago.

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