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Tutti insieme appassionatamente

A questo pensavo mentre percorrevo i primi km sul ponte dopo la partenza. Il colpo d’occhio era incredibile. Migliaia di runners che correvano e una vista sulla città, fantastica.

La corsa è andata bene. Ho fatto il mio, ne più ne meno in considerazione del mio attuale stato di forma.

Ma non era l’aspetto sportivo quello che mi interessava di più.

Mi piaceva tornare in una città che avevo già avuto modo di apprezzare.

Mi è piaciuta l’organizzazione, impeccabile.

Bella la partenza su quel ponte e bello l’arrivo fra due ali di folla che incitavano tutti i finisher.

Col Baccalà ho fatto scorta per un po’…buono ma ora basta, anche se con il vinho verde ci stava alla grande.

E delle pasteis de nata ne vogliamo parlare?

Bella la zona expò dove eravamo e dove si svolgeva la corsa. Bella quella vecchia coi suoi caratteristici tram che vanno su e giù per la collina.

Entusiasmante correre con gente di tutto il mondo e sentirsi in qualche modo rappresentanti dell’Italia…mi sono anche dipinto la bandiera sul viso.

Insomma per 48 ho staccato veramente la spina e mei sono goduto questo bel weekend.

Poi sono tornato in ufficio….

lisbon marathon 2016

Ps: riuscite a riconoscermi?

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Cercando di staccare la spina

Almeno per un paio di giorni, quelli che mi serviranno per essere tra coloro che in scarpette pantaloncini e maglietta zompetteranno sul ponte Vasco de Gama.

Al mio capo, con cui ho appena avuto un ruvido confronto, ci penserò da martedì prossimo.

 

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La determinazione nella testa

Ho prenotato il volo e l’hotel.

Ormai non ci sono più dubbi. Fra 5 mesi circa tornerò a misurarmi sulla distanza regina e sarà la mia prima all’estero.

Perchè Lisbona? Boh, non ho un motivo vero e proprio, forse è lei che ha scelto me.

Fatto sta che comincio ad allenarmi in maniera più convinta, senza strafare ma con un obiettivo in testa.

Certo, mi ha aiutato anche quel seminario che ho fatto la settimana scorsa. Non per correre più veloce, ma per correre “meglio”. Sto tentando di applicare i consigli ricevuti e, magari è solo suggestione, mi pare di fare un po’ meno fatica. Soprattutto dopo, alla fine dell’allenamento, mi sembra di recuperare più facilmente. Servirà questa cosa per affrontare i 64 allenamenti di questa tabella, impostata con un nuovo metodo (figurati se seguo una tabella già utilizzata nelle altre maratone corse) e vediamo se l’abbinamento delle due cose mi porterà a sfondare la mia finora impenetrabile linea maginot.

Nel frattempo un nuovo paio di scarpe, un numero in più del solito che mi sembra di avere delle scarpe da clown, e due paia di pantaloncini per gli allenamenti estivi, che anche l’occhio vuole la sua parte.

Suvvia, che la nuova avventura cominci.

MaratonaLisboa_660x371

 

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Delle ginocchia e dei dubbi sul click.

Sto lentamente riprendendo un minimo di forma. Niente di che, ma almeno non arrivo stremato alla fine dei miei allenamenti.

Domenica però, dopo i miei 18 km su e giù per i sentieri lungo il fiume (devo dire divertenti) ho cominciato a sentire un dolorino al ginocchio sinistro. Nulla di trascendentale, come è già capitato altre mille volte dopo un allenamento impegnativo, tantopiù che ho passato il resto della giornata a convincere il mio socio a seguirmi in quello che spero sia il mio nuovo obiettivo, la maratona di Lisbona.

Aerei, alberghi…con la voglia di tornare ai nastri di partenza della regina.

Però il giorno dopo il dolore non passava. Certo il ginocchio non era gonfio, ma in sottofondo il dolorino c’era, tanto più che un po’ a malincuore ho rinunciato alla mia sgambata il lunedì sera.

Stamattina però la sveglia era puntata alle 5,45. Un fartlek al parco non me lo leva nessuno…

Invece appena mi alzo, sento ancora quel dolorino. Meglio tornare sotto le coperte e rinunciare alla corsetta.

La sera però la mia lezione di beach tennis non l’ho saltata. Smash, salti, battute, rincorse…e alla fine il dolorino era sempre li a tenermi compagnia, anzi, facendosi sentire un po’ di più.

Il ginocchio non sembra gonfio, non più di tanto almeno, ma col passare del tempo mi fa sempre più male.

Ora una bella borsa del ghiaccio (devo ricordarmi di toglierla ogni tanto, devo ricordarmi di toglierla ogni tanto, devo ricordarmi…)mi tiene compagnia e il click su quel volo Milano Lisbona mi viene il dubbio se farlo o no.

In questi casi rimpiango di non fare uno sport di squadra, dove ne posso parlare con il mister o con i compagni. Che poi so cosa mi direbbero…mettici sopra il ghiaccio e tienilo qualche giorno a riposo. Se non passa vai a farti vedere…

Si si…però io ho voglia di farlo quel click.

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