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L’incredibile Hulk-gatto

Stasera, tanto per cambiare, spinnig. Ovviamente la mia affermazione è ironica visto che faccio almeno due o tre lezioni la settimana pedaladando.

Però il lunedì si fa sul serio con Mimmo.

La sala è piena in ogni ordine di posti (ho sempre sognato dirlo). Tutte le bike al completo (sono quasi una quarantina) e la lezione è una powerqualcosa il che prevede che ben proiettati sullo schermo gigante in sala, ci siano le performance di ognuno dei bikers.

Durante la fase di riscaldamento, pedalando agile, non mi accorgo di nulla. Ma basta cominciare a lavorare sul pomello del freno, quello che regola la potenza (e di conseguenza la fatica) della pedalata per accorgermi che la mia bike non funziona bene.

Con apparente facilità infatti sprigiono potenze che nemmeno Cipollini nelle sue volate riuscirebbe a sviluppare.

Pedalo con nonchalance al 200 o al 300% della mia potenza abituale e la cosa è ben evidente sullo schermo sotto gli occhi di tutti.

E’ imbarazzante. Mi viene in mente la pubblicità col famoso slogan “ti piace vincere facile?”.  Chi mi è vicino vedo che ogni tanto allunga lo sguardo sulla mia pedalata, pensando di trovarmi con la stessa espressione di chi sta affrontando lo Stelvio e invece mi vede pedalare spingendo si, ma senza nemmeno troppa fatica.

In pratica ho macinato più del doppio di chilometri, calorie e watt di chiunque  altro.

Finisce la lezione e quando si riaccendono le luci noto che molti vanno alla ricerca della bici 27, la mia, quella che per tutto il tempo sembrava una moto più che una bici. Timidamente vado dall’istruttore e segnalo che la mia bike va registrata, visto i valori disumani di potenza che mi riconosceva.

Ascoltandomi un sorriso compare sul viso del mio vicino di bike che tirando un sospiro di sollievo mi dice “ah ecco…mi sentivo una m….a pedalare di fianco a te. Mi pareva un po’ strano”.

Va be…tanto gli avrei dato la paga ugualmente, ma questo glielo dimostrerò alla prossima lezione.

PS: tanto per non farmi mancar nulla non solo ho dimenticato le mutande, come al solito, ma questo giro pure l’accappatoio e le ciabatte. Il gatto sbadato colpisce ancora.

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il ritorno in palestra

Tra le routine del rientro non potevo esimermi dalla palestra.

Lezione di spinning. C’è Maurizio. Strano non è giovedì…si vede che c’è ancora l’orario provvsorio.

Meglio così comunque. Preannuncia una lezione non troppo strong visto il rientro, invece il ritmo e l’intensità si rivelano già quelli dei tempi migliori.

Le sensazioni provate però sono contrastanti. La soddisfazione e il crudele piacere di vedere le gocce di sudore che ritmicamente e copiosamente cadono una dopo l’altra sul manubrio, contrastano con la sensazione di claustrofobia di quelle pareti immerse nel buio. La musica e le luci basse mi proiettano già nell’autunno e nell’inverno, quando fino alla settimana scorsa le mie gambe erano abituate a pedalare tra i colli romagnoli al ritmo della musica nelle cuffiette e godendo della vista dei campi di girasole.

Sembra quasi un passaggio di consegne tra l’estate e l’autunno.

No, questa cosa non mi piace. Questa lezione non mi piace. Voglio rimanere aggrappato ancora un poco a questi scampoli d’estate.

Poi ovviamente, come tutte le vecchie abitudini, anche negli spogliatoi un simpatico ritorno della smemoria del gatto.

Non le calze, non le mutande, ma bensì….(rullo di tamburi)….l’accappatoio!!!!

Facendo quindi come quelli di Faenza, mi asciugo il sudore con l’asciugamaninoinoino usato durante la lezione e mi rimetto simpaticamente i miei stracci per correre a casa per una meritata doccia rinfrescante.

Mi sembrava di essere tornato ai tempi della scuola, quando dopo un’ora di ginnastica, non sapendo cosa fosse la doccia (il bagno si faceva rigorosamente solo alla domenica mattina) si ritornava in classe con quel bell’odore di umanità che tanto doveva piacere agli insegnanti.

 

 

 

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