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Pain is inevitable. Suffering is optional

Il celeberrimo mantra di Murakami mi è sovvenuto sabato, durante il mio ultimo vero lungo prima della gara, quando ho incominciato a sentire il dolore alle gambe dopo il 15mo kilometro.

Il dolore è inevitabile. Soffrirne è facoltativo.

E’ vero…perchè il dolore, inteso come il mancato raggiungimento della felicità, del benessere, del piacere, della soddisfazione….è inevitabile.

Mancherà sempre qualcosa, ci sarà sempre qualcosa che non va come vorresti. Forse bisogna farsene una ragione. Godersi ciò che si ha e mettere in conto che qualcosa non lo si avrà mai, o magari non lo si avrà per sempre, o forse non come si vorrebbe.

Ciò che si deve evitare, se possibile, è soffrirne. Trovare l’anestetico giusto per neutralizzare il dolore.

Che sia il lavoro, la salute, l’amore o gli affetti…il dolore è il compromesso con cui bisogna convivere, sempre.

La sofferenza è il rifiuto del compromesso. O tutto o niente. Spesso è la seconda….che poi ti crea quel buco nello stomaco, così sordo, così doloroso.

Pain-is-inevitable-suffering-is-optional

 

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Running

Questa è la bozza del post che stavo scrivendo ieri sera:

Stasera sono andato a correre. Stavo bene, mi sentivo in forma. La temperatura non era male….nelle cuffie sentivo la voce sensuale della speaker di un programmino di tracking per gps che sensualmente dall’iphone, ogni 5 minuti mi informava di quanti kilometri avevo fatto e che passo stavo tenendo….in realtà  sentivo la sua voce, ma immaginavo quella di Murakami che mi spronava a concentrarmi sulla lunghezza del passo e sul coordinamento del respiro….nel frattempo la mia playlist rock sparava a tutti decibel i grandi classici del passato.

I primi 15/20 minuti sono sempre i più difficili, quelli in cui bisogna rompere il fiato….poi ho incominciato a regolarizzare il respiro, inspirare…espirare….naso….bocca.

Mentre la voce di Murakami-donna suadente continuava a segnalarmi il mio passo e da quanto tempo stavo correndo, 25, 30, 35 minuti…..mentalmente cercavo di allungare la falcata di qualche centimetro, senza aumentare la frequenza….Murakami-donna suadente mi confermava che la velocità, lentamente stava aumentando.

Col fiato ormai non avevo problemi, un piccolo fastidio sotto il piede destro poteva tranquillamente passare come affetto collaterale senza conseguenze, avrei potut correre ancora un po’….40, 45,50……la strada era quella per tornare a casa….nel parco incominciava a scendere l’oscurità….ancora un piccolo incremento della velocità….55…one hour…..gli ultimi trecento metri fatti con un allungo da mezzofondista….all’arrivo davanti al cancello di casa mia il gps-iphone mi segnalava 1 ora 3 minuti e spiccioli…..streching….doccia….soddisfazione….

 

Questo invece è il testo rivisto e corretto l’indomani:

Ieri sera sono andato a correre.

Cazzo che male alle gambe!

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