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che poi…

…capisci che vuoi proprio farti del male.

Decidi di andare al cinema a vedere un film che si intitola “La felicità è un sistema complicato”, e già sulla scelta ce ne sarebbe da dire.

Poi mandi un messaggio alla collega…

Come è andato il colloquio?

Syl troppo bello per essere vero. Sembrano entusiasti del nostro modello organizzativo! Domani ti racconto meglio.

E tu sei felice per lei, per loro, ma come un moschito fastidioso nelle orecchie, senti ronzare nella testa l’ipotesi di aver fatto la scelta sbagliata

Poi vedi il film. Il protagonista è un professionista, bravo, che fa un lavoro che non ama, che ha un padre che lo ha deluso e che è profondamente solo. E immedesimarsi è un attimo…

I criceti cominciano a girare vorticosamente mentre coi titoli di coda esci dalla sala per andare in bagno. Si perchè non so voi ma a me scappa sempre la pipì quando vado al cinema.

Poi esci. Milano è immersa nella nebbia, affascinante sia chiaro, ma…

Arrivi a casa. Prendi l’ascensore…che si blocca. Cominci a pensare che ci sia una regia occulta alla tua serata, che anche all’interno dell’ascensore ci sia una telecamera nascosta, adesso spunteranno pure le cavallette…

Stai per premere il pulsante dell’emergenza, immaginando già l’effetto che farà quella fastidiosa campanella nel silenzio del condominio…quando il regista pensa evidentemente che per stasera può bastare e fa riaprire le porte all’ascensore impazzito. Nel dubbio meglio fare le scale a piedi…

Stasera va così, ma domani ci sarà il sole, ne sono sicuro.

corsa all'alba

(foto personale)

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Nebbia (e non sto parlando del cane di Heidi)

Passo i miei lunedì mattina sull’autostrada del sole. Peccato che di sole in questo periodo se ne veda proprio poco.

Si vede piuttosto la nebbia, o meglio, non si vede per colpa della nebbia.

Rettifico ancora, si vede con la nebbia ma si vede diverso.

Le dimensioni delle cose passano da tre a due. Appare tutto piatto, come disegnato, con una matita nera però che al massimo può tradurre qualche sfumatura di grigio senza avere nulla di erotico.

Con la nebbia sembra di essere sprofondati in un immenso still life. Si perde il contesto, lo scenario.

Gli unici colori visibili sono i fari rossi antinebbia, che non puoi confondere coi semafori solo perché sai che in autostrada i semafori non ci sono.

Con la nebbia non ti accorgi dell’alba. Il giorno passa dall’oscurità ad un velato chiarore un pò alla volta. Non un raggio di sole che spacchi l’orizzonte, non un riflesso di una finestra che catturi la tua attenzione.

La nebbia sembra un’immensa balena che inghiotte auto come se fossero pesci, anche se le balene si nutrono di plancton…ma se per quello nemmeno le auto hanno le pinne.

E’ pericolosa la nebbia. Per me però è pericolosa perchè ammalia, sembra quasi ipnotizzarti.

Ti accorgi del ponte di Calatrava solo quando ci passi sotto. Perdi i punti di riferimento e i chilometri vengono scanditi dalle strisce bianche disegnate per terra o da qualche cartello stradale che, come un messaggio subbliminale, appare per una frazione di secondo troppo breve per essere letto.

Unici compagni di viaggio, un telefono, della buona musica e qualche pensiero che ha vita facile per girare nella tua testa.

nebbia autostrada

 

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La nebbia

Oggi è tornata.

Mio figlio quando disegna a volte usa la tecnica del colore sfumato. Tempera la punta della matita e con il dito sfuma la graffite sul foglio di carta.

Ecco, la nebbia sembra usi la stessa tecnica.

I fari delle auto appaiono come aloni luminosi e i contorni delle persone ombre indefinite. Si fatica a capire se nel loro incedere si stiano avvicinando o allontanando.

Lentamente poi il paesaggio che ti circonda si rivela, come una fotografia in bianco e nero nella bacinella dello sviluppo.

Quando c’è la nebbia tutto si muove con più calma, la velocità rallenta.

La nebbia non è buona. E’ pericolosa, è un nemico, è bastarda.

Però quando arriva non posso fare a meno di rimanerne affascinato.

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