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Sylvestrino

Le scuole sono finite e questa settimana Sylvestrino è con me.

E’ incredibile la capacità che ha questo esserino di 8 anni di rivoltare, in positivo, la vita di chi gli sta accanto.

L’ho visto coi nonni, che sembrano rinati. Era tantissimo tempo che non li vedevo ridere e sorridere così. Esausti, perchè Sylvestrino è impegnativo, ma felici.

E io come loro.

Penso sia impossibile amare in una maniera più intensa.

Ieri sera, sono stato accanto a lui mentre prendeva sonno. Di solito non lo facciamo mai, ma questa settimana è speciale e lui dorme nel lettone con me.

Abbiamo prima chiacchierato, doveva raccontarmi come si fa ad evolvere i personaggi nel gioco dei Pokemon, poi si è messo di fianco e ha chiuso gli occhi.

Io lo guardavo, ammirato. Bastano pochi minuti per sentire il suo respiro farsi più pesante e capire che il mondo dei sogni l’ha preso in custodia per la notte.

Ciò nonostante, piccoli movimenti inconsci lo portano a muoversi, mettersi di traverso ed allungare le gambe fino a sentire il contatto con le mie.

Sorrido al solo pensiero.

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perchè l’uomo somatizza

Arrivo al pronto soccorso, ma non uno qualunque, ma quello oftalmico. Lo si capisce perchè nella sala d’aspetto invece di vedere gente tutta fasciata vedi tutti con gli occhiali da sole manco fossimo ai caraibi.

L’infermiera già all’accettazione, da dietro il bancone mi fa la diagnosi.

Calazio. Impacchi di acqua calda sperando che si sgonfi, dopodichè temo dovrà asportarlo chirurgicamente.

Potrei andarmene già soddisfatto, ma visto che sono qui conviene farmi vedere dal medico specialista.

Due ore di attesa. Per carità, non sono qui a lamentarmi delle due ore, o della mancanza dell’aria condizionata. Con i fondi a disposizione per la sanità trovare situazioni migliori è ahimè un’eccezione.

Il problema della mia incazzatura nasce dal momento in cui chiamano il mio numerino (fa niente se c’è un nome e un cognome sulla scheda di accettazione, visto che la fortuna è cieca vedrò di giocarmeli al lotto).

Dopo due ore di attesa, mi aspetto che entrando nel magico mondo del pronto soccorso, ci sia un medico, col suo bel camice, che mi saluta, magari con un sorriso, e mi chiede “allora sig. Sylvestro, vediamo cosa le è successo”.

Invece un tale, scazzato, sudaticcio, con una pessima camicia a quadretti esordisce con un “tel chì ‘nalter calazio”.

Trenta secondi di visita all’occhio per poi attaccarsi al computer a scrivere la ricetta. Ovviamente il suo modo di comunicarmi cosa avrei dovuto prendere era di leggere ad alta voce mentre scriveva girandomi le spalle….Hey scusi….io sono qui….

Se non le passa il gonfiore entro 10 giorni vada a farselo asportare chirurgicamente, in qualsiasi ospedale tranne che qui….sa questi piccoli interventi noi non li facciamo.

Ebbè certo, d’altronde in codesto fiore all’occhiello della medicina oftalmica o sei già cieco o non ti vogliono.

O meglio…se ancora hai gli occhi per vedere in che posto sei capitato, te la dai a gambe levate!!!

Ma scusi, visto che non è la prima volta, anche se in forme minore, qual è la causa ?.

Beh sa, si vede che questo è il suo modo di somatizzare lo stress…..

E’ già dimenticavo….perchè l’uomo….somatizza!!!!  Giusto?

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il gatto con gli occhiali

E per festeggiare… ecco il gatto che una volta tanto ci ha visto lungo.

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