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della mensa e dei buoni propositi

Nella mensa della mia azienda tutto sommato si mangia bene. Certo, alcune cose funzionano e altre meno, ma complessivamente non mi lamento.

Ieri però mentre mi accingevo a varcare le porte di vetro del ristorante aziendale (così lo chiamano ufficialmente), facevo pensieri virtuosi riflettendo su come fosse il caso di incominciare a pensare all’estate e  a mettersi in forma.

Arrivo al bancone dei primi già pronto ad ordinare un triste riso in bianco quando vedo

Ecco davanti a due bucatini all’amatriciana non so proprio resistere, anche se quelli della mens…pardon, del ristorante aziendale, non sono proprio il massimo.

Appoggio coi primi sensi di colpa il piatto sul vassoio e passo oltre con la seria intenzione di compormi una bella insalatona quando, come da una sirena (quelle di Ulisse non quelle che suonano), vengo attirato al bancone dei secondi.

e no, cazzarola, i wurstel con i crauti… e magari una bella cucchiatata di senape.

Ok non è da oggi che mi metto in dieta e mentalmente prendo nota di cercare un alka seltzer per il pomeriggio.

Ovviamente per finire il pasto ci vuole un po’ di frutta e, visto che devo andare la sera in palestra, un po’ di potassio farà sicuramente bene

Con il vassoio riempito di cotanta leggerezza mi dirigo alle casse e davanti a me vedo (non visto) un collega che virtuosamente portava sul suo solo

 e due 

Manco il pane aveva!

Prima che si accorgesse di me (e del mio vassoio) scarto la fila e mi sposto su un’altra cassa, così da salvare almeno in apparenza l’immagine.

Inutile dire che ho passato tutto il pomeriggio con crampi allo stomaco, non ho trovato l’alka seltzer, ma un più semplice chinotto (per fare i ruttini) e che in palestra la sera pedalavo come se stessi facendo lo Stelvio con una graziella.

Oggi ho fatto il bravo. Riso in bianco, bresaola e due kiwi….però mi sa che mi conviene tornare in palestra per una seduta straordinaria stasera.

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Lo spinning al venerdì? Anche no!

E’ venerdì sera. Di solito la trascorro seduto sulla mia auto percorrendo la A1 per tornare a casa.

Stasera però no. Domani mi raggiunge il resto della family e allora mi ritrovo ad avere un venerdì libero.

Quale occasione migliore per farsi una pedalata in palestra fuori programma?

Eccomi qui allora. C’è un’insegnante che non conosco. Entro in aula spinning e molto gentilmente mi saluta e si presenta…piacere…il nome però in queste occasioni non c’è verso che riesca entrarmi in mente (è tipico, devo ricordarmi di dedicare un post a questa cosa).

Si spengono le luci e parte la musica.

Lei incomincia a parlare ma non si capisce quasi nulla. Non è colpa sua, è il microfono, ma intanto la cosa incomincia a infastidirmi.

Dopo 5 minuti di riscaldamento parte con i primi esercizi. Il ritmo è alto, molto alto, e noto come lei ogni tanto vada pure fuori tempo….mmmhhh, incomincio a storcere il naso.

Neanche il tempo di scaldarsi per bene che gli esercizi incominciano ad essere già frenetici. Jump (pedalate alternate in piedi e seduti) ripetuti in sequenze molto lunghe, poi running (pedalata in piedi) a ritmo indiavolato. Cavolo, abbiamo iniziato da un quarto d’ora e sono già in debito di ossigeno.

Mi guardo intorno e vedo che meno della metà della classe riesce a seguire fedelmente i suoi esercizi a tempo. Gli altri rimangono seduti o rallentano palesemente.

Poi le salite. Impegnative e subito con allunghi. Tanti. Troppi. Ne avrò contati almeno una dozzina. Ormai siamo rimasti in due a stare al suo passo e confesso di essere al limite del cedimento pure io…e siamo solo a metà lezione.

Non la faccio troppo lunga. Penso che….(come cavolo si chiama?)….abbia esagerato. Non ci ha fatto arrivare con la giusta gradualità al massimo sforzo. Ci ha fatto fare accelerazioni troppo violentemente. E’ un pò come fare l’amore senza i preliminari (anche se….)

E poi, a fine lezione…va bene passare a salutare uno a uno tutti i partecipanti, puoi stringere la mano…battere un cinque…ma il bacio sulla guancia noooo. Noi siamo sudati…e anche tu, che diamine.

Insomma, cara insegnante di spinning del venerdì sera di cui non ricordo il nome, sarai pure carina (anche se quel trucco è troooppo pesante) e simpatica, ma così non va. Prova a venire il giovedì con Maurizio a vedere come si fa…da ma trà!

PS: miiiii, ma quanto sono pesante!

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Le domande del gatto….

Perchè, concedendomi una meritata sauna dopo una faticosa seduta di spinning, vedo affollarsi quei 20 mq. di panche di legno e luci soffuse con altri 5…6…7…8 saunisti, manco fossimo al derby, mi viene da pensare “minchia stasera fa proprio caldo!” ?

 

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appunti sparsi

Oggi ho avuto un nuovo episodio col mio collaboratore. Ha mandato una mail scarica barile ad un collega e ha pensato bene di mettermi pure in copia.
Non ho fatto neanche la fatica di chiamarlo in ufficio.
Dopo 30 secondi ho risposto alla sua mail (evitando gli altri in copia) facendogli presente in maniera concisa che aveva sbagliato e il perchè.
Mi ha risposto dopo 10 minuti con un “ok d’ora in poi farò come dici tu”. Si capiva che era incazzato. Immagino abbia già girato la mia mail ai suoi colleghi per dire quanto è stronzo il capo…non ci farà una bella figura.

Stasera poi sono andato in palestra. Per l’episodio di cui sopra avevo anche le balle girate e bisogno di sfogarmi un po’.
Spinning. Era più di un mese che non ci andavo, distratto dalla nuova passione per il beach tennis. C’era Paolo, bella lezione, come spesso avviene con lui. Bello ritrovare certe sensazioni. La musica ad alto volume, la fatica, il ritmo….
Che dire? Il simil-tatuaggio con le luci basse e il sudore era proprio figo (ma quanto sono vanitoso?!). Inoltre potete immaginare cosa mi sono dimenticato no?

Per ultimo domani è il mio ultimo giorno di lavoro prima di una decina di giorni di vacanza. Nel pomeriggio farò l’ultima riunione e poi correrò a Riccione dove Sylvestrino mi aspetta. La riunione è un kick-off. Per chi non conosce i brain storming, gli staff meeting, i business plan e tutte le altre ca…volate da grande azienda multinazionale, i kick-off sono le riunioni con cui inizia un nuovo progetto. Nel progetto in questione so per certo che il mio nuovo capo conta molto sul mio apporto visto che conosco molto bene l’argomento da trattare.
Domani quindi in riunione cercherò di dare il meglio di me. Domande, interventi, cosa è meglio fare e cosa non fare….e poi saluterò tutti per andare al mare. Trovo abbastanza comica questa cosa.

Promemoria: Se devo lanciare un progetto è meglio evitare di farlo nei mesi di luglio e agosto

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piano A, piano B e piano C

No, non mi sto dando alla musica classica.
E’ che per oggi c’era un piano A molto allettante che prevedeva la mia prima lezione di beach tennis a Milano. Mi piaceva l’idea di trovarmi sulla sabbia da queste parti con la racchetta e la pallina a scambiare pallonetti e schiacciate con un insegnante e un paio di nuovi giocatori con cui magari organizzarmi anche questo inverno.
Poi stamattina, visto il maltempo fuori stagione che rischiava di compromettere la lezione all’aperto, ho elaborato il piano B. Visto che è martedì c’è sempre il buon Paolo che garantisce una buona lezione di spinning in palestra.
Così la borsa sportiva già preparata con racchettone da BeachTennis, pantaloncini, maglietta, occhiali da sole e bandana d’ordinanza, si è rimpita anche di pantaloncini da ciclista maglietta Briko, scarpette da spinning, cardiofrequenzimetro, costume da bagno per l’immancabile sauna e….ah si, le mutande….me le stavo dimenticando come sempre. 😉
Quello che non avevo calcolato era il piano C. Un mal di testa allucinante che ha miseramente cancellato i primi due (per la cronaca piove per cui avrei optato per il B) facendomi ritrovare a casa con caffèlatte e biscotti, copertina e telecomando in mano…che tristessa!

Ma domani mi rifaccio.
Serata texmex (cucino io…sperem) con gli amici a base di birra, tequila e rutto libero!!!

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stasera pedalo in palestra

Stasera ho deciso. Vado a fare la mia bella lezione di spinning. Certo che questo mal di testa è da due giorni che non mi molla. Strano perchè di solito non ne soffro mai. Si vede che le tensioni di questo periodo incominciano a passare alla cassa. E poi ho ancora gli strascichi dell’influenza di settimana scorsa.

Vabbè o schiatto o mi passa tutto.

C’è Maurizio a farci pedalare. Bene è il più meglio (licenza poetica n.d.r.). Il mal di testa però intanto cresce. Lui si sistema il microfono e dalle casse ad alto volume vengono sparate scariche elettrostatiche. Con l’emicrania che mi ritrovo sembrano una raffica di mitra che mira la mia parte occipitale sinistra. Mi scoppia la testa. Incomincio a pensare che forse non ho fatto la scelta giusta a venire in palestra stasera. Se inoltre il capobranco minaccia che “stasera sarà durissima” il mio dubbio aumenta ulteriormente.

Poi la musica parte e come per magia la testa smette di duolermi.

Si rivela una magnifica lezione. Effettivamente dura.

Ho qualche problema di respirazione. Devo ricorrere frequentemente ai fazzoletti di carta. Liberarmi infatti il naso come normalmente faccio quando vado in bici outdoor non penso sarebbe ben visto dai miei vicini di bike.

Siamo in dirittura di arrivo. Maurizio proclama l’ultimo esercizio. Un minuto di running (l’esercizio più duro che consiste nel pedalare in piedi ad alta velocità), poi due  e poi tre, intervallati da 60 secondi di pedalata in sella. Il ritmo è sostenuto, il fiato corto e i crampi in agguato.

“Siccome siamo a fine lezione e l’esercizio è moooolto impegnativo, per compensare la sofferenza vi consiglio di compierlo chiudendo gli occhi e pensando a qualcosa di piacevole” suggerisce lui.

Io come un soldatino obbedisco.

E funziona.

Chiudo gli occhi, pedalo e nonostante la fatica sorrido perchè con questo pensiero, il pensiero di te, potrei andare avanti non uno, non due  e nemmeno tre minuti, ma almeno mille…e mille.

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le avventure del gatto sylvestro

Iera sera in palestra. Oso l’inosabile.

Lezione di spinning con Maurizio (che ci ha tirato un mazzo così), doccetta veloce e……..ta dà….lezione di Latin dance.

In pratica un’ora di aerobica con musica latinoamericana. Merenegue, Salsa, Bachata, Cha cha…e chi più ne ha più ne metta. Sembrava di essere al villaggio vacanza.

Ero un po’ì imbarazzato. La mia prima lezione in sala. Mi sentivo molto “amici”.  Il parquet, lo specchio a parete, i ballerini con la tuta, l’insegnate coreografo.

Visti i miei trascorsi da ballerino pensavo di essere “pronto subito”. Invece ho impiegato un po’ per entrare nel ritmo. Tantopiù che l’insegnante (cubano?) sarà pure bravo a ballare, ma non insegna una fava. Lui balla e tu provi ad andargli dietro.  Se la capisci bene se no ti arrangi.

I frequentatori del corso, come immaginavo, erano prevalentemente donne. Gli uomini solo tre. Un arzillo 60enne, una ragazzo terribilmente imbranato e il sottoscritto. Non vi dico le facce disgustate di quelli (uomini rudi) che prima di noi stavano uscendo dalla sala dopo aver fatto kick boxing.

Alla fine della lezione la mia sporca figura l’ho fatta. Anche perchè ce n’erano parecchi peggio di me. La prova del nove infatti è stato il giro di cha cha cha…..o lo sai…..o ti intorti che è un piacere.

E li era divertente vedere il sorriso beffardo di chi ci riusciva (il gatto tra quelli) e la smorfia frustrata di chi non ci riusciva.

Certo che dopo un’ora di spinning, farmi anche un’ora di ballo……alla fine mi raccatavano col cucchiaino.

Per la prossima volta però devo rivedere il look. Più che una tuta mi sembrava di ballare in pigiama……

 

😉

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una tranquilla serata in palestra

Era da quasi due mesi che mancavo dalla palestra.

Mi ha fatto un po’ strano riassaporare quelle sensazioni.

La confusione degli spogliatoi, l’odore di cloro che arriva dalla piscina, il rito della vestizione col completo da ciclista……

Poi si entra nella sala spinning. Scelgo la bike, la regolo. Stack, Stack, il rumore metallico delle placchette sulle scarpe che si agganciano ai pedali, rendendomi un corpo unico con quell’oggetto metallico predisposto a spremere il mio sudore.

Le luci si abbassano, la musica parte e le percussioni incominciano a dettare il ritmo.

Mentalmente metto in off tutti gli interruttori dei problemi di tutti i giorni:

  • quel libro in ritardo….off
  • i problemi del trasloco….off
  • la nuova organizzazione…off
  • i problemi di salute…off
  • i malumori…off

mentre spengo gli interruttori mi concentro lentamente sulla musica e sui comandi che la Lilly impartisce dal suo microfonino.

Che lo spettacolo abbia inizio….

PS: inutile dire che non ho perso le buone abitudini dimenticandomi le mutande di ricambio…….

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Tutto sgarbellato….


Così mi sono ritrovato dopo.

Avevo da poco iniziato la mia sessione di fisioterapia con la musica che discretamente faceva da sottofondo in palestra, una palestra che grande non è. Lo so bene perchè prima di iniziare a premere il tasto + sul tapis roulant e raggiungere la mia velocità di esercizio, non avevo ancora messo le cuffiette del mio i-phone alle orecchie.

Poi, l’andatura si è fatta un po’ più veloce, non tanto da correre ,ma abbastanza per farsi venire il fiatone e sudare.  Fuori pochi decibel, ma nelle orecchie le chitarre a tutto volume degli AC/DC aiutavano sempre più a spingere sulle gambe mentre il tappeto lentamente si inclinava verso una virtuale salita.

Poi un SMS… la curiosità di leggere (è proprio vero, curiosity killed the cat)….con la mano prendo dentro al filo degli auricolari…..e in un attimo l’i-phone vola sul tappeto che nel frattempo velocemente continua a scorrere sotto i miei piedi.

Istintivamente mi fermo mi giro e mi abbasso tentando di raccogliere lo smartphone caduto, ma vedendolo sparato come un proiettile dal tappeto avrei dovuto capire che l’istinto non mi aveva consigliato bene. In una frazione di secondo faccio la stessa fine del telefonino…..sparato con un fracasso assordante nel bel mezzo della palestra, disturbando la dolce musica di sottofondo che continuava ad essere diffusa dagli altoparlanti, dopo essermi brasato (sgarbellato) la mano e soprattutto la gamba sinistra, quella che ironicamente in quel luogo stavo tentando di rimettere a posto dall’incidente muscolare di fine estate.

Fortunatamente uno dei fisioterapisti era nelle vicinanze e prontamente ha premuto lo stop di emergenza, prima che la scritta Tecnogym fosse indelebilmente impressa su tutto il resto della gamba.

Facendo finta di nulla mi rialzo prontamente sperando di essere passato inosservato, ma gli sguardi spaventati  e allo stesso tempo divertiti di tutti gli altri frequentatori della palestra mi fanno capire quanto fosse vana questa speranza.

Il sangue vivido sulla gamba e sulla mano testimonia il goffo volo che mi sono ritrovato a fare e il battito cardiaco,  che grazie  alla fascetta della Polar che indossavo ha registrato un salto da 140 a 170 bpm,  ne da un’ulteriore riprova.

Dopo il doveroso passaggio a disinfettarmi ho ripreso la mia camminata sul tapis roulant, senza cuffie questa volta e scrivendo mentalmente sulla lavagna cento volte “non devo distrarmi mentre faccio gli esercizi, non  devo distrarmi mentre faccio gli esercizi, non…..”

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scarpe

Nel mio percorso varso il completo ritorno alla normalità, oggi mi sono imbattuto in questo episodio.
Palestra, l’ennesima seduta di fisioterapia. Devo dire fatta con soddisfazione. Addirittura sul tapis roulant ho raggiunto la vertiginosa velocità di 4,5 km/h.
Esercizi, sudate, massaggi…..insomma ormai routine.
Torno negli spogliatoi per la meritata doccia e cosa vedo? Un paio di scarpe…..un filo piccoline !!!

Bambini vi assicuro non ce n’erano.
Certo, il mio 46 messo a confronto non è certo un piede di fata, ma quelle scarpe potevano andare bene a mio figlio che non ha ancora 7 anni !!!!
Io almeno posso consolarmi…..se tira vento sono più stabile…ehehehe.

PS: sempre per la serie torniamo alla routine, anche stamattina, dopo aver fatto la doccia, mi sono accorto di essermele dimenticate :-O

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