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Elogio del piede nudo

Amo camminare a piedi nudi. Non so se il mio può essere definito un bel piede oppure no. Di sicuro è grande…abbastanza almeno. Se sono in piedi non devo preoccuparmi del vento.

Mi piace nudo. Mi piace sentire il contatto della superficie sotto la pianta del piede. Il caldo il freddo, il liscio o il ruvido. Quando mi vesto la mattina la calza è l’ultima cosa che indosso…ed è veramente uno spasso vedermi camminare in giro per casa in giacca e cravatta coi piedi nudi. La sera ovviamente sono la prima cosa che tolgo….e anche quando mi capita di….

A casa mia ho il parquet…o il palchè, come di solito lo pronuncio. Rinuncerei a parecchie rifiniture a casa pur di avere un parquet. Piuttosto di legno povero, piuttosto quello di Leroy Merlin…meglio un parquet scadente che una piastrella fighissima, ma il legno sotto i piedi è uno spettacolo.

 

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London first e Paris then

La mia prima esperienza a Londra è andata abbastanza bene.
Fiera interessante anche se parlare con gli indiani (non i pellerossa) è veramente faticoso. Ora capisco il detto “cos’è fai l’Indiano?”. Non si capisce una mazza.
Per il resto della città non sono riuscito a vedere praticamente nulla se non Trafalgar square, ma quel nulla mi è anche piaciuto.
Albergo sufficente, ma con un letto eeenooormeeeee….un vero spreco. Costava ovviamente un occhio della testa e per di più senza breakfast, ma tutto sommato meglio così perchè mi sono fatto una magnifica colazione con deliziosi pancakes in una tavola calda li vicino.
Cucina comunque senza troppe pretese. Sono però uno che col cibo è di bocca buona e posso indifferentemente pranzare seduto per terra con un tuna sandwich e una birra in mano oppure gratificarmi in un bel ristorante del centro con cucina un po’ più sofisticata (tanto più che la cena era scroccata)
L’aspetto piacevole è stato che in questo caso la tavolata veramente multietnica (italiani, inglesi, portoghesi, americani e tedeschi) tanto che alla fine mi sono ritrovato a dover spiegare ad una americana la ricetta per le crescentine….“you do not never never use eggs” e il motivo per cui lo squacquerone è preferibile ad ogni altro formaggio (tra l’altro sentirlo pronunciare in inglese è divertentissimo).
Poi, dopo due giorni di fiera e non so quanti kilometri, anzi miglia, a piedi, mi sono ritrovato su un aereo che mi portava a Parigi. Ovviamente sono arrivato sfinito, niente cena (troppa fatica uscire ancora e camminare) ma birra in mano e rutto libero a gustarmi la partita dell’Inter trasmessa da un canale tedesco (grande il commentatore che urlava “Arrivederci Inter” al primo gol dei tedeschi).

Di questa tre giorni europea cosa mi porto a casa: la voglia di tornare a Londra, la colazione con i pankakes, un puzzle in 3D del big ben per il cucciolo e una vescica al mignolo della zampetta che ancora oggi mi fa zoppicare.

…ah, no, sono tornato con la voglia di scrivere che conto di fare quanto prima, anche se la mia maestra mi dice sempre che “bisogna lavorarci sopra”

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Fantasmini si…..fantasmini no?

So di lanciare un tema che scatenerà l’interesse dell’opinione pubblica. Già prevedo Vespa e Matrix che si scanneranno per avermi per primo in studio per parlarne approfonditamente…..Ma secondo voi……i fantasmini vanno messi oppure no?Ovvio che se è per un primo appuntamento vale la calza lunga (da togliersi ovviamente ed eventualmente prima di togliersi i pantaloni). Ma se l’occasione è più informale, estiva e richiede la scarpa casual….meglio rischiare la figuraccia del fantasmino triste o quella del piede assassino (nel senso che dopo una giornata magari può uccidere nell’arco di 2 km.). Meno male almeno che hanno inventato le Geox….. Si lo so….. ho perso dei punti…..fantasmini.JPG

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