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Parliamo di spinning (politically uncorrect)

Chi mi conosce, anche solo virtualmente, sa della mia passione per gli sport in generale e di quella per lo spinning in modo particolare.

Pedalo indoor da molti anni e ho sempre apprezzato l’aspetto fisico e mentale di questa disciplina che ti porta a pedalare come un criceto, da fermo, all’interno delle 4 mura di una palestra a tempo di musica. Soprattutto l’approccio mentale ritengo sia fondamentale, per poterti chiedere quel qualcosa in più che ti fa uscire dalla tua comfort zone e finire la lezione stanco morto ma soddisfatto.

Nel corso degli anni ho incontrato tantissimi istruttori, molti bravi, altri meno e ne ho parlato in molti dei miei post (basta scrivere spinning nel motore di ricerca del mio blog).

Ma lui…

Lo chiameremo Lupo de Lupis.

Avevo già scritto di lui qualche tempo fa ma mi sento di dovergli dedicare nuovamente un post elencando i motivi per cui penso debba cambiare mestiere. Avrei potuto andare a fare 4 chiacchiere con il responsabile della palestra per lamentarmi, ma poi penso sempre che lui tenga famiglia e ci campi su questa attività. E poi personalmente non ho nulla contro di lui. Non è stronzo e nemmeno antipatico. Anche se inadatto, secondo me, a fare questo mestiere, è una brava persona.

Questo è il motivo per cui preferisco sfogare in questa sede le mie considerazioni scorrette su di lui.

Ecco quindi i 10 motivi per cui non mi piace pedalare con Lupo de Lupis

1) Assomiglia ad Alan Friedman. Intendo fisicamente e per un insegnante di spinning non è un gran biglietto da visita (però non parla come Stanlio);

2) Non tiene il tempo. O meglio, ogni tanto ci fa pedalare fuori tempo cosa che trovo abominevole per questa disciplina;

3) Usa i vezzeggiativi ad cazzum. Non puoi incitare il tuo gruppo uscendotene con frasi come “aumentiamo i battiti del cuoricino” o “alziamo il sederino dal sellino“;

4) Tiene il volume della musica troppo moderato. E’ come chiedere ad un DJ di non esagerare troppo coi bassi perchè potrebbe dar fastidio;

5) Si rivolge a noi parlando di signori e signorine. Anzi, mentre aspettavamo l’inizio della lezione mi ha detto “oggi dovrebbe esserci anche una principessa” intendendo che stavamo aspettando una donna che si era iscritta alla lezione;

6) Le sue sedute sembrano tranquille lezioni di catechismo. Nulla contro la catechesi, sia chiaro, ma un ambiente come quello della palestra ha bisogno di un vigore un po’ diverso per convincere 4 pirla come noi a pagare un abbonamento per sudare li dentro;

7) Indossa l’abbigliamento della btwin. Per chi ha avuto modo di andare qualche volta da Decathlon, la btwin è la linea di abbigliamento da ciclismo per principianti. Cazzo non dico che devi avere il completo ultimo modello, ma se sei un insegnante devi avere anche un look adeguato;

8) Le sue lezioni sono tristemente deserte. Su 18 bikes disponibili, al massimo siamo in 3 o 4 a pedalare. E’ come andare in discoteca e trovare la pista vuota, ‘na tristezza;

9) E’ egocentrico. Per carità sono l’ultimo che dovrebbe parlare da questo punto di vista, ma non puoi chiederci “di seguirti“. O meglio lo puoi fare se sei un istruttore coi controfiocchi, ma se sei Lupo de Lupis, non pretendere di essere il modello di riferimento, perché se vado a vedere la potenza con cui pedalo io e quella con cui pedali tu, sarai forse tu a seguire me e non il contrario;

10) Risponde al telefono. E’ vero che la lezione era appena iniziata, ma dal momento in cui parte la musica non esiste, nemmeno per una telefonata veloce. Mi danno fastidio quelli che lo fanno partecipando ad una lezione, figurati l’insegnante.

Quindi caro Lupo de Lupis, sia pur con simpatia, dammi retta: cambia mestiere.

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