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Spingi di piùhhh

Stasera dopo un mesetto di assenza sono tornato in palestra a pedalare. Solo che in queste settimane c’è l’orario provvisorio, un po’ come a scuola e quindi non sai mai quale insegnante ti ritrovi.

Stasera ho ritrovato lei.

Tra l’altro, avendo probabilmente un problema fisico, non ha potuto pedalare e ha fatto stand-up lesson, davanti al pc e guardando noi come un direttore d’orchestra. Questo però mi ha permesso di avere la certezza che la sua voce ansimante non deriva dal fiatone…è proprio un dono di naura.

Un’ora a parlare, ansimare, ammiccare. Davvero non sono riuscito a capire se lo faceva apposta o meno. Certo che quel che diceva e soprattutto il tono con cui lo diceva erano veramente…equivoci.

Durante il riscaldamento:

“Siete caldi orahhhh, siete pronti per fare sul seriohhhh?”

Per poi proseguire con:

Ora dovete spingerehhhh, un po’ più durohhhh (parlava della pedalata).

La sentite tra le gambehhhh (la bike). Ora spingete ancora di piùhhh, fatemi sentire fin dove riuscite a spingere.

Ora togliete un po’ (la resistenza del freno) e poi rimette quello che avete toltohhhh, anzi qualcosa in piùhhhh

Ora voglio il vostro sudorehhhh, l’ultimo sforzo. Fatemi vedere se ne avete ancorahhh, non mollate proprio adesso. Fatelo salire (il cuore), per l’ultimo sforzo. Spingete fino in fondohhhh….

La lezione in verità non è stata nulla di indimenticabile ed eravamo in ben pochi ad andare a tempo con la musica. Ma ormai l’aspetto sportivo era andato a farsi benedire e mi ero concentrato solo sulle parole che pronunciava e su cosa avrei scritto sul blog questa sera.

Se non fosse che la stanchezza si facesse davvero sentire c’era da averlo barzotto a fine lezione.

Luna sei stata fantastica stasera.

Chissà se poi anche in intimità…

Ps ovviamente non potevo registrare la voce, ma giusto per dare un’idea del tono di voce , avete presente Miss Keta?

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Lo spinning i Depeche Mode e i polpacci.

Oggi la lezione di spinning in pausa pranzo mi è particolarmente piaciuta.

Oltre cinquanta minuti solamente coi Depeche Mode. Allenamento intenso con frequenti cambi di ritmo e potenza. Francesco l’ha chiamato power strenght. In pratica per tutto il tempo non c’è mai stato recupero.

Ho pedalato costantemente a livelli di potenza alti, ma devo dire che ci sono riuscito senza nemmeno troppa fatica. Il cuore non ha quasi mai superato la soglia aerobica e più di una volta mi sono ritrovato a canticchiare i brani del mio gruppo preferito.

Ho finito la lezione che ne avevo ancora. Osservando i volti dei miei compagni di viaggio, loro molto meno. Probabilmemente ero ancora gasato dall’atmosfera del Giro che sono andato a vedere sabato.

Addirittura ho anche seriamente pensato di bissare la sera con un’altra seduta in palestra. Poi ho saggiamente deisistito e sono andato a (tentare di) fare shopping. Avevo visto un abito da ufficio che mi piaceva. Era carta da zucchero, primaverile, mi piaceva un sacco. L’ho provato. La giacca cadeva benissimo. La vita era perfetta. Peccato per i polpacci…accidenti allo spinning.

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L’incredibile Hulk-gatto

Stasera, tanto per cambiare, spinnig. Ovviamente la mia affermazione è ironica visto che faccio almeno due o tre lezioni la settimana pedaladando.

Però il lunedì si fa sul serio con Mimmo.

La sala è piena in ogni ordine di posti (ho sempre sognato dirlo). Tutte le bike al completo (sono quasi una quarantina) e la lezione è una powerqualcosa il che prevede che ben proiettati sullo schermo gigante in sala, ci siano le performance di ognuno dei bikers.

Durante la fase di riscaldamento, pedalando agile, non mi accorgo di nulla. Ma basta cominciare a lavorare sul pomello del freno, quello che regola la potenza (e di conseguenza la fatica) della pedalata per accorgermi che la mia bike non funziona bene.

Con apparente facilità infatti sprigiono potenze che nemmeno Cipollini nelle sue volate riuscirebbe a sviluppare.

Pedalo con nonchalance al 200 o al 300% della mia potenza abituale e la cosa è ben evidente sullo schermo sotto gli occhi di tutti.

E’ imbarazzante. Mi viene in mente la pubblicità col famoso slogan “ti piace vincere facile?”.  Chi mi è vicino vedo che ogni tanto allunga lo sguardo sulla mia pedalata, pensando di trovarmi con la stessa espressione di chi sta affrontando lo Stelvio e invece mi vede pedalare spingendo si, ma senza nemmeno troppa fatica.

In pratica ho macinato più del doppio di chilometri, calorie e watt di chiunque  altro.

Finisce la lezione e quando si riaccendono le luci noto che molti vanno alla ricerca della bici 27, la mia, quella che per tutto il tempo sembrava una moto più che una bici. Timidamente vado dall’istruttore e segnalo che la mia bike va registrata, visto i valori disumani di potenza che mi riconosceva.

Ascoltandomi un sorriso compare sul viso del mio vicino di bike che tirando un sospiro di sollievo mi dice “ah ecco…mi sentivo una m….a pedalare di fianco a te. Mi pareva un po’ strano”.

Va be…tanto gli avrei dato la paga ugualmente, ma questo glielo dimostrerò alla prossima lezione.

PS: tanto per non farmi mancar nulla non solo ho dimenticato le mutande, come al solito, ma questo giro pure l’accappatoio e le ciabatte. Il gatto sbadato colpisce ancora.

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Una canzone al giorno

Coi propositi sono bravo come quelli che lastricano (ma si userà come verbo?) le strade di buone intenzioni.

Però voglio provare a perseguirne uno. Non tanto impegnativo ma che richiede, se fatto come ce l’ho in mente, un minimo di costanza.

Vorrei postare una canzone al giorno (weekend esclusi). Una canzone che possa raccontare un momento della mia giornata, un pensiero, o magari assolutamente nulla.

Scopo di questo proposito? Nessuno, se non quello di trovare un modo per parlare, pardon, scrivere, con voi.

Partiamo coi Queen. Visto che stasera ho fatto una lezione di spinning veramente tosta. Spinning ormai, da quando ho ripreso con la palestra, rappresenta il mio pezzo forte. Sudo, ci do dentro, fatico, ma non scoppierò mai per una lezione di spinnig.

Però stasera, con il running di Mimmo (era la prima volta che pedalavo con lui) ci sono andato vicino.

E allora….

 

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Sono un po’ stanchino

In questi ultimi 10 giorni ho SEMPRE fatto almeno un allenamento.

Nel dettaglio ho portato a termine:

  • quattro sedute di spinning
  • tre di corsa
  • tre di cardio crossfit
  • due di pilates
  • una di nuoto

Lo spinning è il mio cavallo di battaglia, per quanto intenso, mi ritrovo sempre nella mia comfort zone. Sono padrone dell’attività e riesco a spingere quanto basta per lasciare la pozzetta di sudore a fine lezione senza farsi prendere dai crampi e senza perdere mai una battuta a tempo nella pedalata.

Con la corsa, due all’aperto e una sul tapis-roulant, pensavovo di più. Speravo che la diversificazione delle attività comunque fosse più allenante per la corsa. Invece mi ritrovo a fare piuttosto fatica con prestazioni assolutamente mediocri. 

Le sedute di cardio crossfit sono state una novità per me. Me ne avevano parlato per l’intensità con cui vengono svolte, ma non pensavo così tanto. Quando finisco l’ora sono letteralmente da raccogliere col cucchiaino. Ciò nonostante sono tra le schiappe del gruppo in quanto difficilmente riesco a completare le sequenze, durissime, di esercizi proposte dall’insegnante (i burpees me li sogno di notte). Mi manca un po’ di forza e soprattutto l’agilità necessaria. Però volta per volta mi sembra di fare qualche progresso e se non altro è un modo divertente e dinamico per fare pesi che altrimenti mi annoierebbero. Devo insistere.

Pilates è stata l’altra novità. Sicuramente le sedute più tranquille tra tutte, anche se le mie goccioline di sudore le lascio sul campo anche qui. Spero che mi aiuti con lo stiramento dei muscoli e gli addominali.

Col nuoto in effetti avrei potuto fare di più. Fatto dopo una lezione di spinning per cui la seduta è un po’ più semplice (mi sono limitato ad una quarantina di vasche fatte a  piramide con 2,4,6 8, 8,6,4,2 serie di vasche). Ovviamente ho patito quelle lunghe, dove arrivavo quasi in apnea e con le gambe che affondavano inesorabilmente. Migliorabile.

In generale sono in ogni caso soddisfatto, anche se non ho perso un chilo di peso. Spero che sia perchè i muscoli, sviluppandosi, pesino più della ciccia. In effetti mi sento comunque meglio (il riscontro ce l’ho quando mi allaccio le scarpe).

Il beach tennis, che ho ormai abbandonato, non mi manca più di tanto, anche se mi piacerebbe fare qualche partita in coppia con Sylvestrino che invece anche quest’anno farà il corso da agonista.

La corsa invece la prendo a piccole dosi, con fatica come dicevo prima. Mi mancano un po’ le gare (per la prima volta farò un anno intero senza una corsa ufficiale) la disinvoltura nel correre per 15/20km (oggi impensabile) e quel senso di eroismo che provavo quando mi allenavo alle 6 di mattina, magari sotto l’acqua o ancora al buio.

Però mi diverto e non si dica che non sfrutti pienamente l’abbonamento in palestra.

 

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…e a me veniva da ridere.

Stasera ultima lezione di spinnig prima delle vacanze.

Siamo in pochi, ma è normale visto il periodo.

Mi metto nella bike proprio di fronte all’insegnante, lei è anche carina, piena di tatuaggi che le donavano e con una testa rasata da una parte e una chioma rossa fluente dall’altra, un po’ stramba ma carina.

E’ una di quelle trainer che io definisco “animatori”. Tutta la lezione a parlare, incitare, urlare.

Capisco però presto che la scelta della posizione non è stata la più felice. Un po’ come mettersi nel primo banco in classe a scuola, ti beccano subito.

Lei parte con la sua lezione (bella devo dire) ed è tutto un susseguirsi di termini tecnici e incitamenti…e  ora jumping, spingi di più, credici, non mollare, con le gambe, con la testa, senti la salita, stringi ancora un po’….e così via.

Il problema è che lo diceva, anzi lo urlava, ansimando per il fiatone…e con lo stesso tono con cui potrebbe dire al suo uomo… “dimmi che sono la tua troia”.

Si insomma, potrebbe avere tranquillamente un futuro come doppiatrice di film porno se con la palestra le andasse male.

E lei era davanti a me…non più di un metro.

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The cat is back

Domenica mattina.

Avevo preparato meticolosamente la borsa, andando a ritrovare indumenti nell’armadio che non mettevo da anni.

Indossare i pantaloncini col fondello, la maglia tecnica, le scarpe col tacchetto per agganciare i pedali…

Poi con aria un po’ smarrita e col passo di chi cammina con scarpe inadatte a camminare, mi avvio verso la sala. La trovo con 30 bike quasi tutte ancora libere, un po’ diverse da come me le ricordavo, sembrano tutte molto curate.

Ne scelgo una e comincio a regolare il sellino, all’anca, poi il manubrio, sia in altezza che in lunghezza. L’immancabile rituale preparatorio per la seduta di allenamento.

Finalmente ci salgo sopra. Click-clack…i tacchetti in metallo si agganciano magicamente ai pedali e questi sento che rispondono alla leggera pressione dei piedi.

Un piccolo schermo sul manubrio si accende e comincia a mostrarmi dei numeri. Intuisco si riferiscano alla frequenza di pedalata, alla potenza (non si può più barare) e ad altri dati utili per capire come va l’allenamento.

Intanto la sala comincia a riempirsi. Si conoscono quasi tutti. Alcuni mi guardano un po’ strano, sono lo sconosciuto in questa tribù. Una signora un po’ agè mi fa notare che la mia bike “regala” qualcosa. Penso si riferisca alla potenza segnalata dal computerino.

Intuisco di essermi impossessato della “sua”bike e le chiedo se la vuole lei, ma gentilmente mi dice di non preoccuparmi.

Arriva anche l’insegnante. Sembra sicuro di se e mi sembra ben voluto dagli altri bikers. Da una parte vorrei presentarmi, magari chiedere qualche consiglio, ma come al solito vince un po’ di timidezza e taccio ripromettendomi di farlo a fine lezione.

Si spengono le luci. Sul grande schermo sulla parete partono immagini ad effetto. Anche la musica comincia a far sentire la sua ritmica, inizialmente lenta, per preparare il riscaldamento.

Era 5 anni che non pedalavo.

The cat is back.

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della mensa e dei buoni propositi

Nella mensa della mia azienda tutto sommato si mangia bene. Certo, alcune cose funzionano e altre meno, ma complessivamente non mi lamento.

Ieri però mentre mi accingevo a varcare le porte di vetro del ristorante aziendale (così lo chiamano ufficialmente), facevo pensieri virtuosi riflettendo su come fosse il caso di incominciare a pensare all’estate e  a mettersi in forma.

Arrivo al bancone dei primi già pronto ad ordinare un triste riso in bianco quando vedo

Ecco davanti a due bucatini all’amatriciana non so proprio resistere, anche se quelli della mens…pardon, del ristorante aziendale, non sono proprio il massimo.

Appoggio coi primi sensi di colpa il piatto sul vassoio e passo oltre con la seria intenzione di compormi una bella insalatona quando, come da una sirena (quelle di Ulisse non quelle che suonano), vengo attirato al bancone dei secondi.

e no, cazzarola, i wurstel con i crauti… e magari una bella cucchiatata di senape.

Ok non è da oggi che mi metto in dieta e mentalmente prendo nota di cercare un alka seltzer per il pomeriggio.

Ovviamente per finire il pasto ci vuole un po’ di frutta e, visto che devo andare la sera in palestra, un po’ di potassio farà sicuramente bene

Con il vassoio riempito di cotanta leggerezza mi dirigo alle casse e davanti a me vedo (non visto) un collega che virtuosamente portava sul suo solo

 e due 

Manco il pane aveva!

Prima che si accorgesse di me (e del mio vassoio) scarto la fila e mi sposto su un’altra cassa, così da salvare almeno in apparenza l’immagine.

Inutile dire che ho passato tutto il pomeriggio con crampi allo stomaco, non ho trovato l’alka seltzer, ma un più semplice chinotto (per fare i ruttini) e che in palestra la sera pedalavo come se stessi facendo lo Stelvio con una graziella.

Oggi ho fatto il bravo. Riso in bianco, bresaola e due kiwi….però mi sa che mi conviene tornare in palestra per una seduta straordinaria stasera.

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quello che ho fatto e quello che non ho fatto

5 giorni di vacanza. Complice il ponte dell’immacolata a cui attaccarci Sant’Ambroeus. Una pacchia.

Tante cose da fare nel capoluogo felsineo e un infuenza bastarda e intestina che mi ha impedito di completare l’opera.

In ordine cronologico:

  • Ho portato Sylvestrino a scuola
  • Ho fatto il casalingatto
  • Sono andato a fare spinning (mmhhh…non ci siamo)
  • Ho preso Sylvestrino da scuola con tanto di cik e ciak con gli altri genitori fuori dal cancello
  • Ho fatto il torneo di beach tennis
  • Non ho vinto neanche una partita (in questo cavolo di sport a volte mi sembra di fare un passo in avanti e tre indietro)
  • Ho visto Happyfeet 2 (buuuuu, delusione, molto meglio il primo)
  • Ho mangiato da mcdonald (ma giuro è l’ultima volta che mi faccio fregare da Gualtiero Marchesi)
  • Sono stato male (febbre, dolori alle ossa, intestino, nausee, brividi e chi più ne ha più ne metta)
  • Non ho installato la stampante a scuola da Sylvestrino (perdendomi la parte del papà eroe che è capace a far tutto)
  • Non ho svuotato la cantina (beh, non tutto il male….)
  • Non ho potuto vedere Sylvestrino tirare di scherma (e qui c’è proprio rimasto male)
  • Non sono uscito a fare bisboccia con gli altri papà (mi ero già mentalmente preparato a fiumi di Guinnes)
  • Ho montato l’albero di Natale con 3 giorni di ritardo rispetto a Sant’Ambreous (poco male, lo smonterò a Pasqua)
  • Ho visto Lo schiaccianoci (bello, pensavo una mattonata e invece mi sono divertito)
  • Ho mangiato la pizza pensando di essermi lasciato l’influenza alle spalle (e alle tre di notte invece di contare le pecorelle mi ripetevo “non devi mangiare pesante quando non stai bene, non devi mangiare pesante quando non stai bene, non devi….”)
  • Sono andato in ufficio regolarmente stamattina
  • Sono andato di corsa a casa dopo qualche ora colpito da crampi allo stomaco, nausea e….(ma quanto cavolo dura ‘sta influenza)

Che long weekend di m….

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Lo spinning al venerdì? Anche no!

E’ venerdì sera. Di solito la trascorro seduto sulla mia auto percorrendo la A1 per tornare a casa.

Stasera però no. Domani mi raggiunge il resto della family e allora mi ritrovo ad avere un venerdì libero.

Quale occasione migliore per farsi una pedalata in palestra fuori programma?

Eccomi qui allora. C’è un’insegnante che non conosco. Entro in aula spinning e molto gentilmente mi saluta e si presenta…piacere…il nome però in queste occasioni non c’è verso che riesca entrarmi in mente (è tipico, devo ricordarmi di dedicare un post a questa cosa).

Si spengono le luci e parte la musica.

Lei incomincia a parlare ma non si capisce quasi nulla. Non è colpa sua, è il microfono, ma intanto la cosa incomincia a infastidirmi.

Dopo 5 minuti di riscaldamento parte con i primi esercizi. Il ritmo è alto, molto alto, e noto come lei ogni tanto vada pure fuori tempo….mmmhhh, incomincio a storcere il naso.

Neanche il tempo di scaldarsi per bene che gli esercizi incominciano ad essere già frenetici. Jump (pedalate alternate in piedi e seduti) ripetuti in sequenze molto lunghe, poi running (pedalata in piedi) a ritmo indiavolato. Cavolo, abbiamo iniziato da un quarto d’ora e sono già in debito di ossigeno.

Mi guardo intorno e vedo che meno della metà della classe riesce a seguire fedelmente i suoi esercizi a tempo. Gli altri rimangono seduti o rallentano palesemente.

Poi le salite. Impegnative e subito con allunghi. Tanti. Troppi. Ne avrò contati almeno una dozzina. Ormai siamo rimasti in due a stare al suo passo e confesso di essere al limite del cedimento pure io…e siamo solo a metà lezione.

Non la faccio troppo lunga. Penso che….(come cavolo si chiama?)….abbia esagerato. Non ci ha fatto arrivare con la giusta gradualità al massimo sforzo. Ci ha fatto fare accelerazioni troppo violentemente. E’ un pò come fare l’amore senza i preliminari (anche se….)

E poi, a fine lezione…va bene passare a salutare uno a uno tutti i partecipanti, puoi stringere la mano…battere un cinque…ma il bacio sulla guancia noooo. Noi siamo sudati…e anche tu, che diamine.

Insomma, cara insegnante di spinning del venerdì sera di cui non ricordo il nome, sarai pure carina (anche se quel trucco è troooppo pesante) e simpatica, ma così non va. Prova a venire il giovedì con Maurizio a vedere come si fa…da ma trà!

PS: miiiii, ma quanto sono pesante!

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