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dove eravamo rimasti?

Si lo so, la frase appartiene al compianto Enzo Tortora che, pace all’anima sua, non ha fatto una bella fine.

Però domenica, quando mi sono ritrovato sul campo da beach tennis, con la racchetta in una mano, la pallina pronta per la battuta nell’altra, con i mio socio che mi incitava e, dall’altra parte della rete, la stessa coppia con cui avevo concluso malamente la mia stagione beachtennistica l’estate scorsa….beh sono proprio le parole che ho pronunciato sottovoce.

Per la cronaca l’esordio è avvenuto con un 6-2 3-6 6-0. Dignitoso, anche se mentalmente abbiamo mollato dopo aver vinto il secondo set. Però loro giocano già da un mese mentre per me era veramente l’esordio stagionale e soprattutto…volevo uscire dal campo con le mie gambe!

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oggi è stato un gran giorno

Oggi è stato un gran giorno.
Stamattina sono andato a fare la mia ennesima seduta di fisioterapia, l’11ma da quando ho avuto questo stramaledetto strappo muscolare.
Arrivo in palestra e saluto Stefano, il mio terapista. Prima parte della seduta come al solito tranquilla. Laser, tens, ultrasuoni e ne approfitto per rilassarmi ascoltando un po’ di musica con l’ipod.
Poi si entra nella seconda parte, quella dove si “lavora”. Prima cyclette, poi streching e quindi Stefano incomincia a farmi camminare con l’ausilio di una sola stampella. In realtà questo passaggio l’avevo già fatto ieri e mi sembrava già una gran conquista. Dopo pochi minuti però in maniera decisa mi prende “quella” stampella e mi dice: “ora provaci senza”.
Angoscia, paura, smarrimento. Queste erano le sensazioni che mi sono passate per la testa in quel momento. Però anche un po’ di coraggio ed è con quello ho incominciato a muovere i primi passi. Sgraziati, storpiati, ma li ho fatti. Pazientemente Stefano mi seguiva, mi correggeva. Dopo un mese che non si cammina è incredibile come ci si dimentichi come si fa.
Pian pianino ho incominciato a muovere un po’ meglio i miei passi, quasi fossi un bambino che scopre un nuovo modo di muoversi. Lo sguardo fisso agli specchi per controllare la postura, ma con un sorriso, tirato a dire il vero, che pian piano affiorava sul viso.
Poi addirittura il passo successivo: “vai a metterti le scarpe che ti metto sul tapis roulant”.
Manco mi avesse detto che mi portava sull’ottovolante.
Mi sono seduto un attimo e ho avuto 30 secondi in cui mi sono portato le mani al volto.
“Tutto ok Sylvestro ?”;
“Tutto ok tutto ok, mi allaccio le scarpe e arrivo”.
Dieci minuti di tapis roulant alla velocità più bassa che avessi mai fatto (ma a me sembrava di volare).
Camminavo e pensavo. Pensavo a quanto avessi aspettato questo momento. 4 settimane, 1 giorno, 17 ore e 30 minuti per l’esattezza.
Però ero felice. Felice come da un bel pò non mi accadeva.
Anche Stefano (un angelo per me) era soddisfatto. Forse per lui è più di routine, ma continuava a farmi i complimenti per il risultato incitandomi.
Quello che non sapeva però era che in quei 30 secondi, prima di allacciarmi le scarpe, i miei occhi si erano fatti lucidi una volta tanto non per il dolore ma per la gioia.

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Qualcuno me la sta tirando dietro…..

Pensieri di un sabato.

Sono tre settimane che mi porto il gambone dietro.

Incomincio a vedere qualche miglioramento dopo circa 20 ore di fisoterapia e non so quanti esercizi a casa.

Finalmente torno a Milano e posso riprendere ad andare in ufficio (non ci crederete ma ne ho proprio il bisogno).

Decido di organizzare una cenetta allegra con gli amici per festeggiare i miei miglioramenti.

Passano nel pomeriggio i parenti di mia moglie per vedere come sto e mentre mi alzo dal divano per salutarli…….crack…..una piccola fitta……no ti prego no…..una contrattura sul polpaccio della gamba sana.

Non riesco più a camminare neanche con le stampelle…..anzi si ma faccio una fatica del diavolo. Devo muovermi come se camminassi sulle uova. Alzarmi mi provoca dolori lancinanti sia su una gamba che sull’altra…….

Il morale torna a precipitare sotto i tacchi. Mi viene da piangere…..

CAZZO che sfiga !!!!!!

Vi prego…..Basta a tirarmi gli accidenti please…..

PS: a distanza di 30 ore la contrattura sembra migliorare. Non riesco a caricare la gamba come dovrei ma almeno riesco a camminare un poco. Finalmente sono a Milano. Domani fisoterapia……il nuovo terapista ha l’imbarazzo della scelta su quale gamba attaccare…….

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il gatto con le stampelle inizia la terapia

Alla fine mi sono accorto che ho buttato via una settimana. Pensavo di guarire con il semplice riposo, ma la flebite ha peggiorato il tutto.

Dolori indicibili ed un’autonomia in piedi sulle stampelle di non più di 20/30 secondi. Passati questi infatti, il sangue incomincia a scendere verso il polpaccio andando a premere contro le vene infiammate e i muscoli strappati.

Si insomma, magari non l’ho detta come la direbbe un medico ma penso sia chiaro.

Ho deciso quindi di rimanere qui a bologna e di iniziare la fisoterapia presso un rinomato centro di riabilitazione sportiva.

Ieri c’era la prima seduta con Veronica. Nella mia immaginazione speravo in una come la Bellucci in un film di un paio di anni fa, ma molto più concretamente si è presentata questa ragazza che più che nella bellezza ha nella competenza il suo punto forte. Ma tantè…..in questo momento devo solo pensare a rimettermi quanto prima in piedi. Non ne posso più infatti di passare le mie giornate sdraiato sul letto col gambone per aria.

Temevo la prima seduta. Questo centro è famoso per avere un approccio “forte” alla riabilitazione, e io mi immaginavo già massaggi alla gamba che mi avrebbero fatto vedere le stelle.

Invece è stata molto tranquilla. Il Primo obiettivo è drenare il polpaccio per permettere solo in un secondo tempo di lavorare sulla cicatrizzazione dei muscoli strappati.

Quindi, laser, ultrasuoni e leggera elettrostimolazione con un po’ di massaggi col ghiaccio sul finire.

Oggi seconda puntata…….vedremo.

PS: la foto non è mia. Io non sono depilato e la mia fisioterapista non hai i peli sulle braccia !!!!

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il gatto atletico……

Ok che mi mancava l’ispirazione per scrivere, ma non speravo di riaquistarla in tal modo.

Domenica pomeriggio. Ultima partita a beach tennis della stagione. Avremmo potuto chiudere in bellezza io e il mio socio visto che in mattinata avevamo strappato (mmmhh che brutto verbo) una vittoria tirata contro una coppia più forte di noi. Ma tantè…..

Inizia la partita. Questi ci bastonano sonoramente, tanto che sul tre a zero l’unico obiettivo era di strappare (!) un game per chiudere onorevolmente senza un 6-0.

Arriva il mio turno di battuta. Regalo puntualmente il primo punto (sono molto generoso sapete). Alla seconda, alzo la palla, la colpisco con forza e contemporaneamente sento una sassata sul polpaccio sinistro. Mi accascio nella sabbia urlando a più non posso. Vedo che di sassate non ne ho ricevuto e almeno inizialmente spero un un forte crampo o al limite in una contrattura. Niente da fare però, il dolore è lancinante.

Mi portano a spalle sul lettino della spiaggia dove le mogli credevano fosse l’ennesimo scherzo.  Ghiaccio, mille persone che incominciano a dire “per me è quello….a me è capitato lo stesso l’anno scorso….come minimo ne avrai per due mesi….etc. etc.”

Piano d’emergenza per farmi andare a casa e tentare una doccia (ero pieno di sabbia infatti oltre che sudato e puzzolente come un muflone). La rampa di scale per arrivare a casa nostra fatta col culo (nel senso letterale del termine). Doccia da seduto, un boccone mangiato velocemente giusto per imbottirmi di aulin e partenza per bologna sperando nel traffico della domenica sera.

Il viaggio, pur essendo abbastanza tranquillo, mi ha fatto vedere i sorci verdi per il dolore. Si arriva a Bologna e dopo aver lasciato il piccolo dai nonni, di corsa al pronto soccorso.

L’impatto è stato terrificante. Un’infermiera di 150 kg, con il grembiule tutto sporco di gesso dall’intervento prima, ha spinto la barella nell’ambulatorio e già io mi immaginavo le torture medievali alla mia gamba.

Il medico mi visita e mi conferma la diagnosi che pensavo. Lesione al gemello mediale sinistro con forte edema.

In pratica un forte strappo alla coscia.

Fasciatura rigida e 20 gg. di prognosi.

Inutile dire che il ritorno su milano mi è saltato e mi toccherà fare questa ulteriore settimana di riposo forzato.

Ora sono sul letto col gambone in alto nella più classica delle immagini di chi si rompe una gamba……

Salta la mostra del cinema a Venzia e spero non salti il concerto del Liga sabato prossimo (a costo di saltellare per tutto il Dall’Ara ci voglio andare)

sgrunt……………..!!!!!!!!!!!!

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