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Devo fare qualcosa

Oggi mega riunione. Dovevo presentare un progetto importante, probabilmente il più importante che mi sia mai capitato di proporre.

Platea di tutto rispetto, se dovessi calcolarne il costo (costo del personale/ora X numero presenti X durata dell’incontro….come insegnano i consulenti) penso sia una di quelle più costose che abbia mai condotto.

Il progetto è oggettivamente complesso ma interessante. E’ da un anno che ci giro intorno per capirne la fattibilità.

Oggi dovevo presentarlo per avere il via libera.

L’ho avuto, con un buon dibattito (segnale di interesse) e apprezzamenti finali.

Quello che devo imparare a fare è però riuscire a dominare la tensione.

Perchè quando mi capita di parlare in pubblico, e sono teso….sudo.

Cazzo è più forte di me, e non dipende dalla temperatura o dall’umidita…..semplicemente il corpo incomincia a imperlarsi di gocce di sudore. Fortunatamente inodore (mi doccio ad ogni minima occasione) e non in volto, ma la camicia credetemi era un campo di battaglia. Sentivo le gocce di sudore scorrermi sul petto, provocandomi tra l’altro un terribile solletico mentre parlavo. E non potevo nemmeno tamponarle con la camicia stessa per non peggiorare ulteriormente la situazione.

Ci sono una serie di accorgimenti che ormai ho imparato con l’esperienza. Ad esempio indossare una t-shirt sotto, anche se lo trovo abominevole e provoca ulteriore calore, oppure mettere una camicia bianca.

Oggi mi sono completamente dimenticato di questi accorgimenti….e continuavo a parlare nascondendomi dietro lo schermo del pc.

Imbarazzante…però c’è qualcuno che è messo peggio di me.

camicia sudata

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Lo spinning al venerdì? Anche no!

E’ venerdì sera. Di solito la trascorro seduto sulla mia auto percorrendo la A1 per tornare a casa.

Stasera però no. Domani mi raggiunge il resto della family e allora mi ritrovo ad avere un venerdì libero.

Quale occasione migliore per farsi una pedalata in palestra fuori programma?

Eccomi qui allora. C’è un’insegnante che non conosco. Entro in aula spinning e molto gentilmente mi saluta e si presenta…piacere…il nome però in queste occasioni non c’è verso che riesca entrarmi in mente (è tipico, devo ricordarmi di dedicare un post a questa cosa).

Si spengono le luci e parte la musica.

Lei incomincia a parlare ma non si capisce quasi nulla. Non è colpa sua, è il microfono, ma intanto la cosa incomincia a infastidirmi.

Dopo 5 minuti di riscaldamento parte con i primi esercizi. Il ritmo è alto, molto alto, e noto come lei ogni tanto vada pure fuori tempo….mmmhhh, incomincio a storcere il naso.

Neanche il tempo di scaldarsi per bene che gli esercizi incominciano ad essere già frenetici. Jump (pedalate alternate in piedi e seduti) ripetuti in sequenze molto lunghe, poi running (pedalata in piedi) a ritmo indiavolato. Cavolo, abbiamo iniziato da un quarto d’ora e sono già in debito di ossigeno.

Mi guardo intorno e vedo che meno della metà della classe riesce a seguire fedelmente i suoi esercizi a tempo. Gli altri rimangono seduti o rallentano palesemente.

Poi le salite. Impegnative e subito con allunghi. Tanti. Troppi. Ne avrò contati almeno una dozzina. Ormai siamo rimasti in due a stare al suo passo e confesso di essere al limite del cedimento pure io…e siamo solo a metà lezione.

Non la faccio troppo lunga. Penso che….(come cavolo si chiama?)….abbia esagerato. Non ci ha fatto arrivare con la giusta gradualità al massimo sforzo. Ci ha fatto fare accelerazioni troppo violentemente. E’ un pò come fare l’amore senza i preliminari (anche se….)

E poi, a fine lezione…va bene passare a salutare uno a uno tutti i partecipanti, puoi stringere la mano…battere un cinque…ma il bacio sulla guancia noooo. Noi siamo sudati…e anche tu, che diamine.

Insomma, cara insegnante di spinning del venerdì sera di cui non ricordo il nome, sarai pure carina (anche se quel trucco è troooppo pesante) e simpatica, ma così non va. Prova a venire il giovedì con Maurizio a vedere come si fa…da ma trà!

PS: miiiii, ma quanto sono pesante!

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Non ho più il fisico per farne due di seguito.

Arrivo alla fine provato, esausto, senza forze.

Certo, forse farlo la sera, dopo una giornata intensa in ufficio non aiuta. Si arriva già provati.

Però quando si spengono le luci la voglia prende il possesso e incominci a darci dentro. Certo il cuore impazza, ogni tanto devi rallentare il ritmo. E poi il sudore, direi quasi imbarazzante, il respiro affannato.

Comunque in un modo o nell’altro alla prima ci si riesce ad arrivare in fondo.

Poi, dopo un quarto d’ora di pausa, si riprende.

Devo ammettere che di testa non ho mai avuti grossi problemi. La determinazione e la voglia di fare non sono mai mancati. Però il fisico ti manda dei messaggi chiari ed è così che ti ritrovi con il respiro in affanno, il sudore copioso, il cuore che batte all’impazzata. Da questo punto di vista posso anche capire quelli che cercano un aiuto nella farmacologia.

Stasera comunque, anche se ora sono distrutto e domani ne pagherò le conseguenze, sono riuscito a fare la doppietta. Era un sacco di tempo che non mi capitava.

Ora però per un po’, due ore consecutive di spinning, non le faccio più!

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il ritorno in palestra

Tra le routine del rientro non potevo esimermi dalla palestra.

Lezione di spinning. C’è Maurizio. Strano non è giovedì…si vede che c’è ancora l’orario provvsorio.

Meglio così comunque. Preannuncia una lezione non troppo strong visto il rientro, invece il ritmo e l’intensità si rivelano già quelli dei tempi migliori.

Le sensazioni provate però sono contrastanti. La soddisfazione e il crudele piacere di vedere le gocce di sudore che ritmicamente e copiosamente cadono una dopo l’altra sul manubrio, contrastano con la sensazione di claustrofobia di quelle pareti immerse nel buio. La musica e le luci basse mi proiettano già nell’autunno e nell’inverno, quando fino alla settimana scorsa le mie gambe erano abituate a pedalare tra i colli romagnoli al ritmo della musica nelle cuffiette e godendo della vista dei campi di girasole.

Sembra quasi un passaggio di consegne tra l’estate e l’autunno.

No, questa cosa non mi piace. Questa lezione non mi piace. Voglio rimanere aggrappato ancora un poco a questi scampoli d’estate.

Poi ovviamente, come tutte le vecchie abitudini, anche negli spogliatoi un simpatico ritorno della smemoria del gatto.

Non le calze, non le mutande, ma bensì….(rullo di tamburi)….l’accappatoio!!!!

Facendo quindi come quelli di Faenza, mi asciugo il sudore con l’asciugamaninoinoino usato durante la lezione e mi rimetto simpaticamente i miei stracci per correre a casa per una meritata doccia rinfrescante.

Mi sembrava di essere tornato ai tempi della scuola, quando dopo un’ora di ginnastica, non sapendo cosa fosse la doccia (il bagno si faceva rigorosamente solo alla domenica mattina) si ritornava in classe con quel bell’odore di umanità che tanto doveva piacere agli insegnanti.

 

 

 

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appunti sparsi

Oggi ho avuto un nuovo episodio col mio collaboratore. Ha mandato una mail scarica barile ad un collega e ha pensato bene di mettermi pure in copia.
Non ho fatto neanche la fatica di chiamarlo in ufficio.
Dopo 30 secondi ho risposto alla sua mail (evitando gli altri in copia) facendogli presente in maniera concisa che aveva sbagliato e il perchè.
Mi ha risposto dopo 10 minuti con un “ok d’ora in poi farò come dici tu”. Si capiva che era incazzato. Immagino abbia già girato la mia mail ai suoi colleghi per dire quanto è stronzo il capo…non ci farà una bella figura.

Stasera poi sono andato in palestra. Per l’episodio di cui sopra avevo anche le balle girate e bisogno di sfogarmi un po’.
Spinning. Era più di un mese che non ci andavo, distratto dalla nuova passione per il beach tennis. C’era Paolo, bella lezione, come spesso avviene con lui. Bello ritrovare certe sensazioni. La musica ad alto volume, la fatica, il ritmo….
Che dire? Il simil-tatuaggio con le luci basse e il sudore era proprio figo (ma quanto sono vanitoso?!). Inoltre potete immaginare cosa mi sono dimenticato no?

Per ultimo domani è il mio ultimo giorno di lavoro prima di una decina di giorni di vacanza. Nel pomeriggio farò l’ultima riunione e poi correrò a Riccione dove Sylvestrino mi aspetta. La riunione è un kick-off. Per chi non conosce i brain storming, gli staff meeting, i business plan e tutte le altre ca…volate da grande azienda multinazionale, i kick-off sono le riunioni con cui inizia un nuovo progetto. Nel progetto in questione so per certo che il mio nuovo capo conta molto sul mio apporto visto che conosco molto bene l’argomento da trattare.
Domani quindi in riunione cercherò di dare il meglio di me. Domande, interventi, cosa è meglio fare e cosa non fare….e poi saluterò tutti per andare al mare. Trovo abbastanza comica questa cosa.

Promemoria: Se devo lanciare un progetto è meglio evitare di farlo nei mesi di luglio e agosto

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una tranquilla serata in palestra

Era da quasi due mesi che mancavo dalla palestra.

Mi ha fatto un po’ strano riassaporare quelle sensazioni.

La confusione degli spogliatoi, l’odore di cloro che arriva dalla piscina, il rito della vestizione col completo da ciclista……

Poi si entra nella sala spinning. Scelgo la bike, la regolo. Stack, Stack, il rumore metallico delle placchette sulle scarpe che si agganciano ai pedali, rendendomi un corpo unico con quell’oggetto metallico predisposto a spremere il mio sudore.

Le luci si abbassano, la musica parte e le percussioni incominciano a dettare il ritmo.

Mentalmente metto in off tutti gli interruttori dei problemi di tutti i giorni:

  • quel libro in ritardo….off
  • i problemi del trasloco….off
  • la nuova organizzazione…off
  • i problemi di salute…off
  • i malumori…off

mentre spengo gli interruttori mi concentro lentamente sulla musica e sui comandi che la Lilly impartisce dal suo microfonino.

Che lo spettacolo abbia inizio….

PS: inutile dire che non ho perso le buone abitudini dimenticandomi le mutande di ricambio…….

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