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quando la semplicità paga

Non servono piani elaborati.

Basta una sera, 4 amici, un piatto di fajitas e qualche ettolitro di sangria.

Parlare dei massimi sistemi economici, del corso prebattesimo  (ma davvero lo fanno?), delle gare di nuoto e della bici che sogna Teto (un’altra?!!!), di quel gol che c’era e del fuorigioco che non c’era, delle domande politically uncorrect (ma ti stai trombando qualcuna?), di quanto picchiava quel margarita che abbiamo preso prima e di come ci brucerà il c… domani con tutto questo peperoncino.

Sorridere e ridere come 4 stupidi che pensano di essere tornati indietro nel tempo, complice il tasso alcolico e l’idea di ripetere la serata quanto prima.

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La rimpatriata

Era da qualche settimana che me lo dicevano:

“vieni anche tu, forza, non vorrai mica farti pregare”.

E’ che a me l’idea di trovarmi in mezzo al casino di una festa di natale, conoscendo si e no il 10% degli invitati proprio non mi andava.

Non è che volessi fare il prezioso, ma non sono mai stato un animale da pubbliche relazioni. Preferisco incontri più ristretti, dove si riesce a parlare tranquillamente e dove “conosco la situazione”.

L’influenza appena passata era un ottimo motivo per dare forfait.

Ieri sera però, la mia testa ha incominciato a tormentarmi con il fatto che era un’occasione rara per incontrare vecchi amici, gente che non vedevo da 10, addirittura 20 anni.

E così sono andato….e mi sono divertito.

Il primo shock. Ciao Willy!

Willy? !!! Era da quando evevo 20 ani che qualcuno non mi chiamava con il mio soprannome (era il mio nome d’arte di quando facevo il DJ…..Willymix)

Cavoli se siamo cambiati. Chissà se gli altri in questo momento stanno pensando la stessa cosa….ma tutti i capelli che aveva…e poi quella panzetta…

E poi il sottofondo (si fa per dire, visto il volume da concerto) della musica anni 70 e 80, con il gruppo di cui fa parte uno dei “vecchi”.

Fanculo l’influenza gastrointestinale, fanculo il riso in bianco…birra e mojito e tutte le schifezze con cui era possibile abbuffarsi.

...e tu figli? lavoro?aspetta ti faccio vedere la foto sul telefonino…..

L’immancabile foto di gruppo, velocemente finita su FB come da manuale, il mal di testa che ti accompagna a letto e un sorriso ebete sulle labbra.

Si, ho fatto bene ad andare.

Devo imparare a tirarmela un po’ meno.

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