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eppure…

…non è difficile.

Quando prepari la borsa fai la spunta:

  • pantaloncini – celo
  • maglietta – celo-
  • felpa – celo
  • calze – celo
  • accappatoio – celo

cacchio….le mutande ogni tanto volano via!

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Lo spinning al venerdì? Anche no!

E’ venerdì sera. Di solito la trascorro seduto sulla mia auto percorrendo la A1 per tornare a casa.

Stasera però no. Domani mi raggiunge il resto della family e allora mi ritrovo ad avere un venerdì libero.

Quale occasione migliore per farsi una pedalata in palestra fuori programma?

Eccomi qui allora. C’è un’insegnante che non conosco. Entro in aula spinning e molto gentilmente mi saluta e si presenta…piacere…il nome però in queste occasioni non c’è verso che riesca entrarmi in mente (è tipico, devo ricordarmi di dedicare un post a questa cosa).

Si spengono le luci e parte la musica.

Lei incomincia a parlare ma non si capisce quasi nulla. Non è colpa sua, è il microfono, ma intanto la cosa incomincia a infastidirmi.

Dopo 5 minuti di riscaldamento parte con i primi esercizi. Il ritmo è alto, molto alto, e noto come lei ogni tanto vada pure fuori tempo….mmmhhh, incomincio a storcere il naso.

Neanche il tempo di scaldarsi per bene che gli esercizi incominciano ad essere già frenetici. Jump (pedalate alternate in piedi e seduti) ripetuti in sequenze molto lunghe, poi running (pedalata in piedi) a ritmo indiavolato. Cavolo, abbiamo iniziato da un quarto d’ora e sono già in debito di ossigeno.

Mi guardo intorno e vedo che meno della metà della classe riesce a seguire fedelmente i suoi esercizi a tempo. Gli altri rimangono seduti o rallentano palesemente.

Poi le salite. Impegnative e subito con allunghi. Tanti. Troppi. Ne avrò contati almeno una dozzina. Ormai siamo rimasti in due a stare al suo passo e confesso di essere al limite del cedimento pure io…e siamo solo a metà lezione.

Non la faccio troppo lunga. Penso che….(come cavolo si chiama?)….abbia esagerato. Non ci ha fatto arrivare con la giusta gradualità al massimo sforzo. Ci ha fatto fare accelerazioni troppo violentemente. E’ un pò come fare l’amore senza i preliminari (anche se….)

E poi, a fine lezione…va bene passare a salutare uno a uno tutti i partecipanti, puoi stringere la mano…battere un cinque…ma il bacio sulla guancia noooo. Noi siamo sudati…e anche tu, che diamine.

Insomma, cara insegnante di spinning del venerdì sera di cui non ricordo il nome, sarai pure carina (anche se quel trucco è troooppo pesante) e simpatica, ma così non va. Prova a venire il giovedì con Maurizio a vedere come si fa…da ma trà!

PS: miiiii, ma quanto sono pesante!

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I pericoli della vita in palestra

Eccomi qui. Finita la lezione.

Dopo una bella sudata mi godo una meritata doccia e quando torno al mio armadietto, con la calma dei giusti lentamente mi rivesto.

Arrivo alle scarpe. Sono seduto e mi chino per allacciarle, quando il mio dirimpettaio si china in direzione opposta spedendo il suo lato B a distanza pericolosissima dal mio naso.

Sfortunatamente sono in una posizione d’angolo per cui posso spostarmi di poco, giusto quel tanto per ritrovarmi il vicino di armadietto che, allungandosi per tentare  di recuperare qualcosa dall’armadietto appena sopra il mio, mi offre il suo lato A ad equivalente distanza di pericolo.

Ok, le scarpe le allaccio fuori dagli spogliatoi, ma mentre mi allontano mi viene spontaneo un pensiero:

Ma se ci fossero gli spogliatoi misti, le palestre non avrebbero più iscritti?

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Le domande del gatto….

Perchè, concedendomi una meritata sauna dopo una faticosa seduta di spinning, vedo affollarsi quei 20 mq. di panche di legno e luci soffuse con altri 5…6…7…8 saunisti, manco fossimo al derby, mi viene da pensare “minchia stasera fa proprio caldo!” ?

 

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Cazzarola che pedalata.

Stasera in palestra Maurizio ci ha dato dentro con la lezione. Un’ora e 10 di sola pianura. Chi ha provato a fare spinning sa di cosa parlo. 70 minuti con le gambe che mulinano velocemente, sempre.

Con la salita si può barare. Se non ce la fai molli un po’ il freno e continui a pedalare a ritmo, quello più lento della salita.

Con la pianura no. La musica ti impone il ritmo, alto. Penso che la sensazione sia molto simile a quello che provano i vogatori quando il capovoga detta il ritmo troppo velocemente. Hop, hop hop, il piede che batte in sincronia con la battuta musicale. Ora serie di jump, pedalate alternate a 4 o 8 in piedi e seduti, ora in running, sequenza lunga pedalata continuamente fuori sella, coi crampi in agguato. Di solito sono uno di quelli che non molla mai, non perde una battuta o una sequenza, ma stasera ammetto….qualche colpo di pedale l’ho fatto scappare.

A mia discolpa posso vantare una lezione, sudata, di beach tennis la sera prima. Però quella sensazione di staccarsi dal gruppo, di non tenerne il passo, l’ho avuta.

Ovviamente per non smentirmi, una volta finita la lezione mi sono accorto che https://ilgattosyl.wordpress.com/2011/08/31/il-ritorno-in-palestra/

 

PS: ammetto mi sembra di essere Linus, che parla sempre di maratone

 

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il ritorno in palestra

Tra le routine del rientro non potevo esimermi dalla palestra.

Lezione di spinning. C’è Maurizio. Strano non è giovedì…si vede che c’è ancora l’orario provvsorio.

Meglio così comunque. Preannuncia una lezione non troppo strong visto il rientro, invece il ritmo e l’intensità si rivelano già quelli dei tempi migliori.

Le sensazioni provate però sono contrastanti. La soddisfazione e il crudele piacere di vedere le gocce di sudore che ritmicamente e copiosamente cadono una dopo l’altra sul manubrio, contrastano con la sensazione di claustrofobia di quelle pareti immerse nel buio. La musica e le luci basse mi proiettano già nell’autunno e nell’inverno, quando fino alla settimana scorsa le mie gambe erano abituate a pedalare tra i colli romagnoli al ritmo della musica nelle cuffiette e godendo della vista dei campi di girasole.

Sembra quasi un passaggio di consegne tra l’estate e l’autunno.

No, questa cosa non mi piace. Questa lezione non mi piace. Voglio rimanere aggrappato ancora un poco a questi scampoli d’estate.

Poi ovviamente, come tutte le vecchie abitudini, anche negli spogliatoi un simpatico ritorno della smemoria del gatto.

Non le calze, non le mutande, ma bensì….(rullo di tamburi)….l’accappatoio!!!!

Facendo quindi come quelli di Faenza, mi asciugo il sudore con l’asciugamaninoinoino usato durante la lezione e mi rimetto simpaticamente i miei stracci per correre a casa per una meritata doccia rinfrescante.

Mi sembrava di essere tornato ai tempi della scuola, quando dopo un’ora di ginnastica, non sapendo cosa fosse la doccia (il bagno si faceva rigorosamente solo alla domenica mattina) si ritornava in classe con quel bell’odore di umanità che tanto doveva piacere agli insegnanti.

 

 

 

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appunti sparsi

Oggi ho avuto un nuovo episodio col mio collaboratore. Ha mandato una mail scarica barile ad un collega e ha pensato bene di mettermi pure in copia.
Non ho fatto neanche la fatica di chiamarlo in ufficio.
Dopo 30 secondi ho risposto alla sua mail (evitando gli altri in copia) facendogli presente in maniera concisa che aveva sbagliato e il perchè.
Mi ha risposto dopo 10 minuti con un “ok d’ora in poi farò come dici tu”. Si capiva che era incazzato. Immagino abbia già girato la mia mail ai suoi colleghi per dire quanto è stronzo il capo…non ci farà una bella figura.

Stasera poi sono andato in palestra. Per l’episodio di cui sopra avevo anche le balle girate e bisogno di sfogarmi un po’.
Spinning. Era più di un mese che non ci andavo, distratto dalla nuova passione per il beach tennis. C’era Paolo, bella lezione, come spesso avviene con lui. Bello ritrovare certe sensazioni. La musica ad alto volume, la fatica, il ritmo….
Che dire? Il simil-tatuaggio con le luci basse e il sudore era proprio figo (ma quanto sono vanitoso?!). Inoltre potete immaginare cosa mi sono dimenticato no?

Per ultimo domani è il mio ultimo giorno di lavoro prima di una decina di giorni di vacanza. Nel pomeriggio farò l’ultima riunione e poi correrò a Riccione dove Sylvestrino mi aspetta. La riunione è un kick-off. Per chi non conosce i brain storming, gli staff meeting, i business plan e tutte le altre ca…volate da grande azienda multinazionale, i kick-off sono le riunioni con cui inizia un nuovo progetto. Nel progetto in questione so per certo che il mio nuovo capo conta molto sul mio apporto visto che conosco molto bene l’argomento da trattare.
Domani quindi in riunione cercherò di dare il meglio di me. Domande, interventi, cosa è meglio fare e cosa non fare….e poi saluterò tutti per andare al mare. Trovo abbastanza comica questa cosa.

Promemoria: Se devo lanciare un progetto è meglio evitare di farlo nei mesi di luglio e agosto

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stasera pedalo in palestra

Stasera ho deciso. Vado a fare la mia bella lezione di spinning. Certo che questo mal di testa è da due giorni che non mi molla. Strano perchè di solito non ne soffro mai. Si vede che le tensioni di questo periodo incominciano a passare alla cassa. E poi ho ancora gli strascichi dell’influenza di settimana scorsa.

Vabbè o schiatto o mi passa tutto.

C’è Maurizio a farci pedalare. Bene è il più meglio (licenza poetica n.d.r.). Il mal di testa però intanto cresce. Lui si sistema il microfono e dalle casse ad alto volume vengono sparate scariche elettrostatiche. Con l’emicrania che mi ritrovo sembrano una raffica di mitra che mira la mia parte occipitale sinistra. Mi scoppia la testa. Incomincio a pensare che forse non ho fatto la scelta giusta a venire in palestra stasera. Se inoltre il capobranco minaccia che “stasera sarà durissima” il mio dubbio aumenta ulteriormente.

Poi la musica parte e come per magia la testa smette di duolermi.

Si rivela una magnifica lezione. Effettivamente dura.

Ho qualche problema di respirazione. Devo ricorrere frequentemente ai fazzoletti di carta. Liberarmi infatti il naso come normalmente faccio quando vado in bici outdoor non penso sarebbe ben visto dai miei vicini di bike.

Siamo in dirittura di arrivo. Maurizio proclama l’ultimo esercizio. Un minuto di running (l’esercizio più duro che consiste nel pedalare in piedi ad alta velocità), poi due  e poi tre, intervallati da 60 secondi di pedalata in sella. Il ritmo è sostenuto, il fiato corto e i crampi in agguato.

“Siccome siamo a fine lezione e l’esercizio è moooolto impegnativo, per compensare la sofferenza vi consiglio di compierlo chiudendo gli occhi e pensando a qualcosa di piacevole” suggerisce lui.

Io come un soldatino obbedisco.

E funziona.

Chiudo gli occhi, pedalo e nonostante la fatica sorrido perchè con questo pensiero, il pensiero di te, potrei andare avanti non uno, non due  e nemmeno tre minuti, ma almeno mille…e mille.

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le avventure del gatto sylvestro

Iera sera in palestra. Oso l’inosabile.

Lezione di spinning con Maurizio (che ci ha tirato un mazzo così), doccetta veloce e……..ta dà….lezione di Latin dance.

In pratica un’ora di aerobica con musica latinoamericana. Merenegue, Salsa, Bachata, Cha cha…e chi più ne ha più ne metta. Sembrava di essere al villaggio vacanza.

Ero un po’ì imbarazzato. La mia prima lezione in sala. Mi sentivo molto “amici”.  Il parquet, lo specchio a parete, i ballerini con la tuta, l’insegnate coreografo.

Visti i miei trascorsi da ballerino pensavo di essere “pronto subito”. Invece ho impiegato un po’ per entrare nel ritmo. Tantopiù che l’insegnante (cubano?) sarà pure bravo a ballare, ma non insegna una fava. Lui balla e tu provi ad andargli dietro.  Se la capisci bene se no ti arrangi.

I frequentatori del corso, come immaginavo, erano prevalentemente donne. Gli uomini solo tre. Un arzillo 60enne, una ragazzo terribilmente imbranato e il sottoscritto. Non vi dico le facce disgustate di quelli (uomini rudi) che prima di noi stavano uscendo dalla sala dopo aver fatto kick boxing.

Alla fine della lezione la mia sporca figura l’ho fatta. Anche perchè ce n’erano parecchi peggio di me. La prova del nove infatti è stato il giro di cha cha cha…..o lo sai…..o ti intorti che è un piacere.

E li era divertente vedere il sorriso beffardo di chi ci riusciva (il gatto tra quelli) e la smorfia frustrata di chi non ci riusciva.

Certo che dopo un’ora di spinning, farmi anche un’ora di ballo……alla fine mi raccatavano col cucchiaino.

Per la prossima volta però devo rivedere il look. Più che una tuta mi sembrava di ballare in pigiama……

 

😉

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una tranquilla serata in palestra

Era da quasi due mesi che mancavo dalla palestra.

Mi ha fatto un po’ strano riassaporare quelle sensazioni.

La confusione degli spogliatoi, l’odore di cloro che arriva dalla piscina, il rito della vestizione col completo da ciclista……

Poi si entra nella sala spinning. Scelgo la bike, la regolo. Stack, Stack, il rumore metallico delle placchette sulle scarpe che si agganciano ai pedali, rendendomi un corpo unico con quell’oggetto metallico predisposto a spremere il mio sudore.

Le luci si abbassano, la musica parte e le percussioni incominciano a dettare il ritmo.

Mentalmente metto in off tutti gli interruttori dei problemi di tutti i giorni:

  • quel libro in ritardo….off
  • i problemi del trasloco….off
  • la nuova organizzazione…off
  • i problemi di salute…off
  • i malumori…off

mentre spengo gli interruttori mi concentro lentamente sulla musica e sui comandi che la Lilly impartisce dal suo microfonino.

Che lo spettacolo abbia inizio….

PS: inutile dire che non ho perso le buone abitudini dimenticandomi le mutande di ricambio…….

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