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4 cose da ufficio oggi

Un lavoro straurgente e complesso che mi ha chiesto il mio capo (lo stronzo). Sono uscito dopo le 20 ma il suo lavoro se l’è ritrovato nella sua posta. Ovviamente non è stato in grado di interpretarlo correttamente…soprattutto perchè non legge le note in cui spiego come farlo. Però mi è piaciuto lavorare sotto pressione e smanettando in excelle tra mille file che manco un nerd mi stava dietro…

Un collega mi ha chiamato per farmi i complimenti su una mia collaboratrice (la rossa). Mi ha fatto piacere perchè lei godeva di una pessima reputazione (imprecisa, fancazzista…) e invece io ho scommesso su di lei aumentandole le responsabilità…e forse riesco anche a vincerla questa scommessa.

Un’altra mia collaboratrice (la riccia), che aveva manifestato la volontà invece di uscire dal mio ufficio per andare a ricoprire un altro ruolo in un altro ambito, s’è ritrovata fregata. Quel ruolo è saltato (mentre era in ferie) e ora lei risulta come “una che si è messa a disposizione”.

“Dammi un consiglio”….mi ha chiesto angosciata. Io gliel’ho dato…cercando di tranquillizzarla, e parlando togliendomi i panni formali del capo…un po’ si è tranquillizzata, anche se ora devo inventarmi qualcosa per ritagliarle un nuovo ruolo, visto che non voglio rifar tornare indietro la rossa, promossa proprio grazie alla sua prevista uscita.

Oggi mi ha chiamato la società di ricerca del personale per fissarmi un secondo appuntamento. Mi avevano detto che mi avrebbero chiamato 4 giorni fa e non avendo news cominciavo a temere un repentino cambio di idee. Invece eccoli qui. La mia candidatura è ancora in corso. Non so cosa darei per poter avere la soddisfazione di andare a dire al mio capo (lo stronzo) che se le facesse fare da qualun altro i suoi stracazzo di lavori urgenti e complicati. Le dita rimangono incrociate ancora per un po’.

Ps: dite la verità…ero meno noioso quando parlavo di corsa, vero?

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PS2: la vignetta non c’entra un cavolo ma mi faceva ridere 🙂

 

 

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Colloqui

Adoro i colloqui, quelli che si fanno davanti a uno spritz, a un caffè o anche quelli di lavoro.

E’ di quest’ultimo che vorrei parlare.

Mi piacciono i colloqui di lavoro, a prescindere da quale parte del tavolo devo sedermi. Il lavoro spesso viene vissuto come un’incombenza non piacevole, un dovere…a volte è realmente così, per un motivo o per l’altro.

Però trovo sia affascinante quando si ha la fortuna di ascoltare qualcuno con la passione dentro. Come descrive quali sono i suoi compiti, le sue responsabilità, in quali casi un suo intervento è stato decisivo per un’operazione di successo o come si possa percepire il valore aggiunto nel suo operato quotidiano.

Ieri ero io dall’altra parte del tavolo. Un cacciatore di teste mi aveva intercettato telefonicamente settimana scorsa e mi ha chiesto un appuntamento per una posizione che stanno cercando e io ero nelle veste di potenziale candidato.

Un po’ di nervosismo prima, stemperato ascoltando i colplay nelle cuffiette mentre andavo all’appuntamento, ma poi una volta entrati in scena mi sono sciolto e ho recitato la mia parte, direi abbastanza bene. Non mi è stato difficile perchè al di là di tutto il mio lavoro mi piace sempre (sono gli interlocutori che invece a volte non sopporto) e perchè, ormai, un po’ di esperienza, anche nei colloqui, me la sono fatta.

Ho descritto cosa faccio, cosa ho fatto, ho fatto esempi concreti di episodi in cui il mio intervento è stato decisivo. Ho raccontato una metafora del nostro lavoro e ho dato buone motivazioni sui motivi per cui potrei valutare positivamente un cambiamento (in realtà ho fatto un piccolo passo falso che il mio intelocutore mi ha fatto discretamente notare, più che altro per non enfatizzarlo in eventuali fasi successive di colloquio).

Il profilo che cercano sembra sia molto allineato al mio. Non mi ha potuto ancora dire il nome dell’editore che è alla ricerca ma, essendo il nostro mondo abbastanza piccolo, non mi è stato difficile intercettare quale potrebbe essere.

Rimaniamo sempre in serie A, d’altronde sono ormai pochi quelli che possono permettersi un head hunter per cercare una posizione da ricoprire.

Mi ha anticipato che molto probabilmente ci sarà un seguito a questo colloquio già in tempi brevi, forse già settimana prossima.

Avrei proprio voglia, o forse bisogno, di cambiare.

Io incrocio le zampette…

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I Love this job…un po’ come il Tetris

Si perchè nonostante le mie mille lamentele, in fondo a me questo lavoro piace.

Mi piace anche quando avrei mille motivi, come oggi, per dire “che giornata di merda” e invece gongolo soddisfatto.

Perchè in fin dei conti la parte più tranquilla e serena della giornata è stata quando il mio dentista mi ha infilato il trapano in bocca per un paio di otturazioni, e questo avveniva di prima mattina.

Da li in poi è iniziato il delirio. Un lavoro importante in ballo (fra i tanti), e decisioni improvvise che hanno rimesso in discussione il tutto, più volte nell’arco della giornata. Ed è li che inizia la rumba. Telefonate frenetiche, calcoli fatti a mente, mentre ti dicono “si potrebbe fare così oppure così” e tu in maniera istintiva e ragionata (adoro gli ossimori) rispondi in un attimo “facciamo così”.

Adoro essere al centro della tempesta perfetta, nel ventre dell’onda gigante, dove ti trovi a surfare fra informazioni e ordini, sfiorando con la mano l’acqua consapevole che il minimo errore sarebbe fatale.

Una volta mi hanno detto “quando sei sotto pressione rendi di più”…e penso avessero ragione. Novantadue telefonate (senza considerare mail e whatsup) a una quindicina di interlocutori nel giro di qualche ora ne sono la dimostrazione. Ovviamente gran parte avvenute in auto (con l’auricolare sia chiaro), schivando auto impazzite e motorini kamikaze…alla faccia di chi dice che solo le donne sanno essere multitasking.

Il mio capo poi sembrava si fosse innamorato di me. Delle 92 una ventina erano solo le sue. Chiamavano lui per avere risposte e lui chiamava me perchè non sapeva che dire… senza sapere che nel frattempo me le avevano già chieste e io le avevo già fornite.  E poi rispondere con strafottente sicumera ai suoi dubbi…

  • prova a verificare se è possibile…
  • già fatto
  • anche nel caso in cui…
  • si, anche nel caso in cui…
  • però assicurati con Pippo che non ci siano rischi…
  • Tranquillo, ne ho già parlato con lui 10 minuti fa…

Chiamare, ascoltare, decidere, condividere…e riuscire a farlo pure sorridendo, prendendo per il culo l’interista che si vanta ancora del suo triplete o promettendo un caffè la prima volta che ci vediamo.

A Tetris ero un campione. Avete presente quel giochino dove pezzi di forme diverse cadono sempre più velocemente e tu devi altrettanto velocemente incastrarli perfettamente? Velocità e istinto. Ecco, oggi ho fatto un bel punteggio nel mio Tetris.

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per il titolo ci devo ancora pensare

Non so come intitolare un post dove devo parlare della Stramilano che è alle porte e del lavoro che mi da da pensare.

E’ qualche giorno che ho i criceti in testa che corrono molto più di quello che faccio io. Il mio capo, quello con cui non ho mai trovato feeling, ha pensato bene di dirmi, via mail, che faremo un trasloco e quale sarà la nostra nuova sistemazione, ovviamente come polli in batteria. Con l’occasione ha pensato bene di chiedermi pure come fare per ridurre di due unità il mio staff. Notare che avevamo parlato al telefono 10 minuti prima, ma se ne era guardato bene dall’anticiparmi qualcosa. La parola condivisione non deve far proprio parte del suo vocabolario.

Nel frattempo una serie di rogne a catena si è abbattuta sul lavoro che seguo insieme ai miei collaboratori…mancavano solo le cavallette…guardando la cosa da un altro punto di vista la giornata passa in fretta…non fai tempo ad accendere il PC che ti ritrovi alle 20 senza nemmeno accorgetene.

Certo, chi raccoglie i pomodori o i minatori del Sulcis hanno giornate ben più pesanti della mia…ma la cosa non mi consola più di tanto.

Domenica avrò un paio d’ore (spero scarse) per pensarci su mentre scorrazzo tra le vie di Milano in braghette corte e canottiera.

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Deve essere il Karma

Il giorno dopo una giornata positiva, ne vivi una negativa venendo a scoprire l’ennesimo colpo basso del tuo capo che ad una riunione in cui parlano dei “tuoi” prodotti con la nuova proprietà, pensa bene di non dirtelo nemmeno.

E’ imbarazzante anche coi colleghi, che ti parlano di ciò che è stato detto e deciso ma si chiedono perché tu non c’eri.

Vorrei mandarlo a fanculo.

In passato mi è capitato di parlare con amici che avevano un rapporto conflittuale con il proprio capo, che erano esasperati, che non ne potevano più.

Io pragmaticamente dicevo loro di non farsi abbattere…e che se proprio non ne potevano più, di cercarsi un altro posto….o altrimenti ingoiare il rospo senza lamentarsi più di tanto. Mal sopporto infatti quelli che si lamentano sistematicamente. O hai la forza di cambiare le cose, o impari ad accettarle.

Ed è quello che oggi mi “consiglio” giorno dopo giorno. Resilienza.

Linkedin ormai è diventato il mio social di riferimento e sto cercando di seminare qua e la….ma intanto sto qua.

Mi lascio sfuggire qualche parola di rabbia ogni tanto, con qualche collega fidato, ma poi alzo le spalle e continuo imperterrito a fare il mio lavoro.

Lui comunque è uno stronzo. Che sia messo agli atti.

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Del lavoro, dei Coldplay, dei compiti e della salsa di soia

Al lavoro nessuna novità. No news good news? Mah, in questo caso non penso…però ho talmente tanto da fare che almeno riesco a non farmi prendere troppo dallo sconforto. Certo il problema è quando torni a casa e ti metti a letto…e i pensieri cominciano a prendere forma.

Venerdì ho provato a prendere i biglietti per i Coldplay…inutilmente. Qualcuno ha due biglietti che avanzano?

Nel weekend invece ho dato una mano a Sylvestrino coi compiti. Penso abbia bisogno di metodo…passa le ore a studiare e non memorizza nulla. Ho provato a convincerlo a farsi degli schemini riassuntivi. Abbiamo letto insieme quelle 6 pagine dedicate all’unità d’Italia…Mazzini, Garibaldi, gli austriaci cattivi…e poi vai coi gli schemini. Quando “gli ho provato” la lezione se ne ricordava molto meglio. Forse l’ho convinto che 10 minuti in più all’inizio permettono di far risparmiare un sacco di tempo dopo…

C’erano però anche gli esercizi di geometria. “ma no papà, quelli li ho già fatti!”. “va beh dai diamoci un’occhiata”. Ecco…ce ne fosse stato uno giusto. Statisticamente se avesse dato delle risposte a caso ne avrebbe azzeccate di più. Ed ecco quindi che il professor Sylvestro ritorna in cattedra a spiegare come i centri di due cerchi tangenti alla linea r in A, formino una retta perpedicolare alla retta stessa…

Oh, a me divertono un sacco questi problemi….meglio della settimana enigmistica.

E veniamo a stasera…bidono per cena mio padre e vado al supermarket a fare la spesa. Prendo degli spaghetti di soia e dei ravioli al vapore…ho voglia di cinese, anche se la coop forse non è certo la scelta migliore.

Poi vado a casa, schiaffo tutto nel microonde e vado a cercare quella salsa di soia che mi ricordo era da qualche parte la dietro nella dispensa….ah eccola qui. Et voilà…una bella annaffiata che mi piace….ma che odore forte che ha…fammi vedere la scadenza? Azz..non ci vedo un cavolo…il 2 e lo 0 ci sono….anche lo 0 alla fine…è quello in mezzo che non riesco a capire se è un 2 o un 1….insomma…scade nel 2020 o è scaduta nel 2010?

Va beh…intanto fammi mangiare i miei ravioli….

Inutile dirvi qual era la data, vero?

Se non mi leggete più….è stato bello conoscervi.

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PS: la foto l’ho scelta solo per le splendide camicie…

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Gi come girati (parliamo dei coglioni)

Sempre il mio capo e sempre per lo stesso motivo.

Mi sta tenendo nascosto alla nuova proprietà. E’ come se non esitessi. Gli preparo il compito e lui recita la mia parte.

“c’è un’altra guerra in sala riunioni
da cui comunque tu resti fuori”

Ecco, questo brano del Liga mi calza a pennello in questo periodo.

Stasera ancora un’altra volta in maniera spudorata. Riunione con me alle 17 e poi lui va in quella che conta alle 18….ovviamente senza nemmeno pensare di portarmi con lui.

Inutile dire che il tema della riunione ha a che fare pesantemente col lavoro che faccio e non poter esprimere pubblicamente la mia idea (stanno pensando di fare una minchiata colossale) lo trovo frustrante.

Mi girano i coglioni, c’è poco da fare.

Però devo rimanere lucido, riflettere, cosa posso fare, cosa è meglio che faccia o che dica…e pensare pure al piano B.

Analizziamo i rischi e le opportunità:

RISCHI

  • Se la nuova proprietà non mi conosce penserà che non servo a un cavolo…e mi farà fuori.
  • In ogni caso non potrò dire la mia direttamente e il mio capo potrà sparare le sue minchiate che renderanno il lavoro più complicato.
  • I miei collaboratori mi vedranno delegittimato.

OPPORTUNITA’

  • Rimanere dietro le linee non mi espone al “fuoco” dei piani alti.
  • Se dovessi essere fatto fuori è la volta buona che penserò con più convinzione a fare qualcosa d’altro (il piano B).
  • Potrei avere il tempo per fare finalmente il cammino di Santiago.

 

Ho la fortuna di fare un lavoro che dopo tanti anni mi piace ancora da morire…ma il contesto in cui lo svolgo vanifica tutto l’entusiasmo che ci posso mettere. Tra l’altro con un tempismo perfetto l’inps l’altro giorno mi ha scritto. Nel 2035 potrò meritatamente andare in pensione. Addirittura con un piccolo sconto potrei farlo nel 2033. Che vuoi che sia…17 anni passano in un baleno.

Meno male che:

  • Fra qualche giorno parto per Lisbona.
  • Stasera ho ripreso il mio corso di beach tenni.
  • La Juve ha vinto in champions.

Al resto ci pensiamo domani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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coglioni girati

Quando tu, che da settimane gestisci un problema complesso e delicato, nel momento in cui stai per mandare una mail a tutto il mondo (dovevo solo fare click) dicendo come e cosa fare, senti il tuo capo che ti dice….“giramela a me che la mando io” (tra l’altro dovendogliela spiegare tre volte perchè non capiva un cazzo)…ecco ti girano i coglioni.

http://vignette2.wikia.nocookie.net/nonciclopedia/images/c/c0/Cartello_stradale_giramento_di_coglioni.jpg/revision/latest?cb=20100307142230

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oggi va così

Giornate pesanti in ufficio. Il cambio della proprietà sta amplificando le paure, l’ansia, lo stress.

Il nervosismo è palpabile. Lo vedo e lo sento. Il mio capo, i colleghi…cerco di non farmi coinvolgere ma è una partita persa.

Oggi va così. Vedo nero.

I problemi mi sembra PROBLEMI, gli incontri mi sembrano scontri. Il telefono incute timore perché portatore di sole.

Mi sembra di avere mille cose da fare. Che non sono diverse dalle mille di ieri, ma oggi mi sembrano di più.

Mi piacerebbe potermi dedicare a quelle attività scaccia pensieri. Quelle che ti permettono di non pensare, di indossare la faccia “mucca al pascolo”.  Avete presente?

Ero in mensa prima, da solo, e pensavo al piano B. Cosa potrei fare? Cosa VORREI fare?

So che vorrei essere altrove, ma non qui.

Poi torni in ufficio e pensi al preventivo urgente, alla tabella da compilare, alla telefonata con quello delle HR…

E si che stamattina sono andato a correre. Di solito sudare prima delle 7 mi permette di affrontare meglio la giornata.

Ma oggi va così…

 

 

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Delle serate indimenticabili e dei vecchi compagni di viaggio

Ieri sera ho portato tutto il mio ex gruppo di colleghi fuori a cena. Da settimana prossima cominceranno i loro trasferimenti nelle nuove sedi e non avremo più modo di vederci e frequentarci almeno giornalmente.

Dopo tanti anni passati con loro ci tenevo proprio a organizzare una serata così.

Ci sono stati sorrisi, risate, un po’ di commozione…mi hanno preparato un bellissimo “libro” con foto e aneddoti in cui mi prendevano un po’ in giro. Le richieste di aumenti che si trasformavano in aumenti di lavoro, o il mio “sleng” tecnico da supercazzola nelle riunioni…cose così insomma.

Andavo in giro per i tavoli, un po’ come una sposa al banchetto nunziale, per parlare con tutti, ricordare i tanti momenti condivisi, guardarli negli occhi da vicino e far comprendere loro quanto mi mancheranno. Molti di loro sono anche stati inconsapevoli protagonisti di molti miei post, ma questo non lo sapranno mai.

In ogni momento della serata mi ripetevo quanto sia stato fortunato a guidare un gruppo così. E così come ho ancora impresso nei miei ricordi la cena della maturità, quella dell’ultima notte di militare, o l’addio al celibato…anche questa serata avrà un posto speciale nel mio cuore.

E poi dicono che è solo lavoro…

 

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