Dei Muse, dei padri che corrono e dei figli che crescono

Domani vado al concerto. Come al mio solito mi riduco all’ultimo ad ascoltare il loro nuovo lavoro.

Ammetto prof, sono impreparato, ma conto sull’esperienza per godermi lo stesso questo spettacolo, come quella volta a San Siro.

Nel frattempo ho passato un weekend fuori dall’ordinario. Finalmente sono riuscito a convincere mio padre a seguirmi a bologna. In realtà non è andata proprio così ma poi capirete.

Da quando mia mamma se ne è andata è stata la prima volta che stava fuori casa e che non andava a trovarla. Ha i suoi tempi e io non voglio forzarli.

L’occasione per convincerlo è stata una corsa. Si perchè finalmente ha rimesso seriamente le scarpette ai piedi e ora corre.

La corsa era la stracittadina. Più una festa che una corsa. Tanta gente, famiglie, bambini, carrozzine, cani…o parti davanti o lascia perdere l’idea di correre per i primi chilometri.

Così è stato. Finchè c’era da fare la serpentina fra i “lenti” me la sono cavata con una discreta agilità (alla faccia del gatto di marmo), ma appena il gruppo si è sgranato, mio padre ha messo la quarta e ne io ne i miei amici siamo riusciti a stargli dietro. Altro che seguirmi…ho dovuto inseguirlo io per 12 chilometri… invano.

Inutile chiedergli alla fine che tempo aveva fatto quando siamo arrivati all’arrivo. “Ma è da tanto che sei arrivato?” ” Mah non so, non ho nemmeno l’orologio…” Lo spirito competitivo di mio figlio so da dove viene.

Ecco, a proposito di lui, Sylvestrino. Ha passato una bella domenica mattina anche lui a correre e camminare coi suoi amici, ma verso sera si è rabbuiato. Non so il motivo ed inutile tentare di capirne le ragioni. Penso questioni di cuore. Dico penso perchè per quanto sia una padre “amico” rimango sempre un padre per cui non sono fatti miei. A 12 anni comunque comincia anche lui a capire quanto a volte faccia male quella cosa li dentro la gabbia toracica, che ti lascia con l’amaro in bocca anche se vai a letto senza nemmeno mangiare. Benvenuto nel folle mondo di chi ama figlio mio.

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35 commenti

Archiviato in Amore, figli, me myself and I, Musica, running, Sport

35 risposte a “Dei Muse, dei padri che corrono e dei figli che crescono

  1. Ma davvero ti piace questa roba?

  2. infatti…si rimane genitori non amici…
    e tu sapessi come si rabbuiano a 15!

  3. ade

    piccoli uomini..crescono

  4. a) … io non ascolto mai le canzoni prima di andare ai concerti, diventa tutto una sorpresa così

    b) ma chi l’ha detto che “..” rimango sempre un padre per cui non sono fatti miei.”? Proprio perchè lo sei sono fatti tuoi, e proprio perchè sei anche “amico”, lo diventano di più. Magari non ne vuole parlare inq uel momento, ma magari gli piacerebbe trovare orecchie amiche che lo ascoltano.
    Poi non so di preciso come funzionate voi maschi, apparentemente non parlate, ma nel tenpo ho scoperto che non lo fate perchè non ve lo hanno insegnato

    c) tutto stoparlare di fatti miei, mi ha portato alla mente un pheego dei tenpi che furono

    • a me piacerebbe poterne parlare con lui, ma so che è normale per lui trovare “inadeguata” questa cosa. Forse c’è più bisogno, a quella età, di confrontarsi coi propri coetanei…e poi è vero…siamo counque due maschi.
      PS potrei allora sorprendermi andando ad un concerto di gigi d’alessio…

  5. grandissimo tuo padre !! un bacione a lui !! insomma gatto mi stai diventando una schiappa a correre ….e no ehhh !!
    sul figlio , io ti posso solo dire che a volte basta dire … mi spiace che sei così triste (incazzato , nervoso ect ) quando se ne vuoi parlare fammi sapere …. unica regola non dirlo quando la cosa è fresca ,perchè l’unica risposta sarà “fatti i caxxi tuoi …. ,loro devono sapere che tu ci sei e ti accorgi di loro , poi con i loro tempi arrivano …
    cmq l’è dura uuuhhh se l’è dura ….. fai un corso di pazienza alla Gandhi !! ooooohhhhhhhhmmmmmm

    • non è che stia diventando una schiappa…lo sono sempre stato !
      Quanto al figlio è quello che ho fatto. Gli ho fatto presente il mio dispiacere nel vederlo così e la mia disponibilità nel parlarne quando ne ha voglia…
      La pazienza, fortunatamente non mi manca.

  6. Povero cuore, si prende sempre colpe che non ha!
    Buon concerto!

  7. Ok ho scelto il giorno sbagliato per tornare dati i Muse… cmq sono di nuovo qui

  8. Bia

    I muse sono ottimi… tuo babbo è stato un grande a riprendere la corsa! e tuo figlio… benvenuto nel club 😉

  9. Gioia

    Secondo me invece, parlagli.
    Anche solo “se hai bisogno di me, di sputare qualche rospo, sai che sono qui”.
    Poi magari te lo stropicci in silenzio.

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