il dubbio

Sylvestrino è un cucciolo fantastico. Se avessi potuto sceglierlo da un catalogo quando è nato avrei scelto lui.

Ha un buon carattere, non remissivo ma neanche ribelle, è responsabile, è allegro, non segue il gruppo ma sceglie se farsi coinvolgere oppure no.

Insomma un bambino fantastico nello splendore dei suoi 8 anni e mezzo.

Però….c’è un però.

Ha paura del confronto competitivo.

Gli piace da matti fare attività sportiva, ma se deve confrontarsi con altri bambini il timore di sfigurare prende il sopravvento.

All’inizio non davo troppa importanza alla cosa. Avrà modo di imparare crescendo, pensavo io.

Ora però questo limite mi pone di fronte al dubbio se intervenire in qualche modo (magari anche forzando un po’ la mano) o assecondarlo semplicemente.

E’ accaduto con il basket….non voglio più andare perchè perdo sempre (che poi non era neanche vero, è che essendo bravino, l’allenatore non lo mettava mai in squadra con “il” più bravo per cui le sconfitte erano più facili)

Abbiamo replicato con lo sci….non voglio fare la gara di fine corso.

Con la scherma non ancora perchè finora è il più bravo del gruppo ed è ancora imbattuto, ma temoche alla prima sconfitta voglia gettare la spugna.

Ora è il turno del beach tennis. Lui è bravino, ma a parte questo, visto che hanno organizzato un torneo per bambini, sto convincendolo a partecipare.

Ovviamente non vuole….passa le ore con la racchetta in mano a giocare, ma di fare un torneo, se pur organizzato alla buona dai bagni accanto al nostro, non ne vuol sapere.

Inutile dire da quanto tempo discutiamo con lui sul valore del confronto e sul significato olimpico della competizione sportiva (partecipare e non vincere).

La competizione è una metafora della vita che ahimè il confronto lo impone. Bisogna imparare anche a perdere perchè questo capiterà.

Però non c’è verso di convincerlo.

Ieri ho forzato la mano. Gli ho detto che l’avevo comunque iscritto (non è vero ovviamente) e so già che i prossimi giorni sarà un mal di pancia per paura del torneo.

Ma è giusto, chiedo io?

 

 

28 commenti

Archiviato in Amore, beach tennis, figli, il gatto syl, me myself and I, Sport

28 risposte a “il dubbio

  1. Forse! 😆
    Non lo so Syl, ma la sua mamma come la pensa?
    Il fatto che mettendolo ” sotto pressione” rischi magari di raggiungere il contrario….forse.Forse però lui è il tipo che ha bisogno di essere spinto… non saprei dire forse ha bisogno di un po di tempo.Magari andate a vedere il match e chissà forse ” gli rode” di non poter più partecipare! Non è facile ,non tutti possono essere i nummero 1 …neanche nella vita…ma infondo i figli per noi lo sono! 😉

    • sua mamma la pensa come me, ma gli da meno importanza.
      L’ultima cosa che vorrei è che diventasse un numero uno. La mia spinta alla competizione è legata proprio all’insegnamento dalle sconfitte.
      Lui ha bisogno di essere spronato, ma la mia paura è proprio quella di non avere il risultato opposto.
      Ho consultato anche il manuale del buon genitore, ma è scritto in arabo…… 😉

      Già finite le vacanze?

      • Io li ho letti anche in cinese! 😉 ma purtroppo li scrivono i pissicologi( come li chiama mia suocera!) che non hanno figli !!! …e come ho scritto nel mio ultimi post…facendo il contrario ho risolto prima! 😉 comunque Syl,io ti consiglio di dare tempo al tempo,vedrai che imparerà a modo suo a superare le sconfitte.Pensandoci, un motivo c’è perchè lui la vede cosi…siamo noi forse che non sappiamo imedesimarci (?) nella loro situazione.E infine..siiiii vacanze finite.Ho iniziato oggi con il solito tran-tran 🙄

  2. prova lo sport di squadra, in cui qualcuno dà valore al suo stare nelle retrovie; perchè anche stare un passo indietro è un valore aggiunto in certi contesti, basta saperli trovare.

    • Perfettamente d’accordo. Ho provato col basket ma senza successo….o meglio, lui è anche portato, ma la sindrome da competizione colpisce anche li.

      PS: per la cronaca il mio inno personale è “una vita da mediano”

  3. sono d’accordo con Loriana , ma credo che sia solo una fase di crescita, con pazienza , tutto si risolverà da solo….. non è questione del tipo di sport , ma solo di sua personalità, ….il mio piccolo genio è l’antitesi dello sport, ha la stessa costanza e voglia di un bradipo , figurati che l’ho iscritto a piscina , ma dopo mille lamentele e incitandolo…ma guarda tizio e caio sono anni che ci vanno e si divertono tantissimo …. ora andremo al mare e farà un piccolo corso con un bravissimo maestro che è stato anche il primo insegnante di figlia grande che in 2 settimane è passata da nemmeno galleggiare a stile libero in acqua alta senza problemi ….ma sò già che con lui sarà una lotta tutte le mattine e lagne su lagne !!! chi vivrà vedrà !!! l’importante è incoraggiarli e sostenerli, senza calcare troppo la mano su quelle che magari sono nostre aspettative e non le loro !!! un saluto a Silvestrino !!!

    • si si, lo so che non bisogna trasferire su di loro le nostre aspettative e credimi è l’ultima cosa che vorrei fare.
      Ma riformulando la mia domanda, mi chiedo se per imparare a nuotare è meglio che imparino da soli oppure sarebbe più utile, da genitore, dare loro qualche dritta su come si nuota?

  4. Anche secondo me lo sport di squadra dovrebbe essere non dico la soluzione, ma quanto meno l’inizio di essa… il più è che lui capisca (perchè spiegarglielo in questi casi conta il giusto, se non se ne convince lui) che è comunque un “valore aggiunto”, indipendentemente dal risultato finale: se ci si è divertiti, si ha vinto comunque.
    Il confronto “diretto” può essere più difficile da digerire per tante ragioni… io ad esempio se posso evito tuttora l’ “1 vs 1”: per le cose che non mi riuscivano, perchè perdere di continuo non è esattamente divertente; per le cose in cui invece ero brava perchè poi mi dispiaceva che a perdere fosse la mia amica o chi. Da neurodeliri, eh?

    PS. Scrivo in certa misura “da profana”, perchè con l’Aquilina passeranno anni prima di arrivare a queste cose e perchè da piccola sono sempre stata una schiappa in qualsiasi sport: io sì che potevo essere la causa delle sconfitte, davvero (insomma, nel mio caso il ragionamento di cui sopra non valeva: ero un valore aggiunto sì… ma per la squadra avversaria! XD)!

    • se ci si è divertiti, si ha vinto comunque

      Grazie per il suggerimento. Userò il tuo slogan per la giusta causa.

      Quanto agli sport di squadra, non è colpa mia se a lui piacciono tutti quelli individuali o quasi…(il beach tennis è a coppie)

  5. Martina

    La questione non é sportiva. Il problema vero é nel mondo del lavoro dove se non sei competitivo affondi. Hai fatto bene a fare la prova. Guarda come reagisce e aggiusta in corsa! Soprattutto paparino non fargli mai mancare un bravo quando fa le cose per bene. L’autostima si accresce così! Pensa che io ho il problema opposto…Mia figlia é troppo competitiva e devo smorzarla. Non le ho mai dato limiti e lei si butta sempre e comunque!

    • Il bravo non manca mai.
      Addirittura avevamo negoziato eventuali premi di partecipazione, di arrivo in finale o di eventuale vittoria (manco fossi il procuratore di Ibra). Rispettivamente l’utilizzo libero di nintendo per un mese, una scatola di pokemon special (15 eurini) o 3 scatole di pokemon special, con tanto di stretta di mano ufficiale.
      Poi il tempo di tornare a casa e ci aveva già ripensato….da li la mia forzatura.
      Comunque la competitività nel mondo del lavoro avrà modo di impararla a tempo debito. A me interessa solo che sappia gestire le eventuali sconfitte (nelle discussioni con i genitori, con gli amici, a scuola, nel gioco….) senza troppi drammi.
      Però ripeto…potessi sceglierlo lo vorrei esattamente così.

  6. mi concedi asilo politico?
    non ne posso più…

    • Dai che prendo un paio di birre dal frigo. Moretti va bene?

      Caro mio, se fai post di quel genere scateni il finimondo. Meno male che non ti ho followato il post, altrimenti mi intasavi la casella di posta.
      Guarda il lato positivo…200 e passa commenti sai in quanti te li invidiano?

      • sai cosa mi urta davvero….?
        persone che in qualche modo ritenevo amiche che ti passano sopra così..senza nemmeno discutere ..sparando giudizi così… facili…
        senso di schifo…

      • beh, senza discutere, a giudicare dal numero di commenti, non direi.
        La provocazione che hai buttato li è sicuramente forte e ti confesso che senza star li ad argomentarla troppo, non trova concorde neanche me.
        Però ora non vorrei sparare sulla crocerossa 😉

        PS: ma davvero cc’è chi si scopa i cavalli? :-0

      • ma la cosa che più mi intrigava sinceramente era stanare i ben pensanti.
        Sai cosa penso veramente?
        Guarda mi confesso da te….
        Penso che in fondo in fondo tutti siamo un po’ razzisti e un po’ omofobi. E’ cercare di combattere questa pulsione a farci diventare migliori. Quindi figuriamoci i pedofili. Però su questo punto si poteva discutere anche vivacemente però senza fare una guerra di religione.. Invece cazzo, arrivano sempre a frotte i bigotti della riforma. Sono peggio dei cattolici ortodossi. Se per caso dici cose che colpiscono la loro mission è distruggerti. E quindi mi obbligano a difendere posizioni che altrimenti avrei già mollato là subito…
        E comunque ti vedo poco preparato su You Porn e questo è un male….

      • Stanare i benpensanti….secondo me è qui l’errore che compi.
        Perchè mai dovresti stanare (e quindi criticare) quello che in qualche modo è il tuo pubblico. Se tu punti per primo il dito contro, non puoi meravigliarti che poi ti voltino le spalle.
        Io penso di aver capito la tua provocazione ma l’errore, almeno per me, è di aver spostato l’attenzione sulla moralità o meno della pedofilia. Che mi rendo conto non era l’oggetto del contendere, altrimenti non l’avresti citata solo alla fine del tuo post (se non ricordo male).
        Avresti potuto fare gli stessi ragionamenti parlando di…che ne so…abbigliamento, e magari avresti ottenuto lo stesso un dibattito ma con toni sicuramente più leggeri.

        Comunque dopo cerco horses e vediamo un po’ che succede 😉

      • Era in discussione la libertà sessuale. A me, ti confesso, sembra abcora molto divertente che i guerrieri Dell omosessualità siano poi dei piccoli bigotti come gli altri su temi ovviamente opinabili ma che comunque possono essere discussi. Insomma se un 14 enne scopa con la nave scuola lei e’ un pedofilo? No perché altrimenti mi sa che tutti qua dentro te compreso sono certo siamo stati seviziati da bambini e non ce ne siamo accorti
        Ecco questo intendevo..
        Risultato ?
        Croce fisso come Cristo

      • ehmm….io ero un tardone….sono arrivato alla maggiore età…sigh!

      • Rimane sul piatto la domanda

      • Per me si, anche se a 14 anni ci possono essere ragazzi particolarmente svegli o maturi. E’ il plagio mentale, più ancora di quello sessuale, ad essere da condannare.
        La capacità di persuasione di un adulto e quella di un o una ragazzina, sono un confronto impari.
        Quando avevo 15 anni un’estate, un’amica di mia zia perse la testa per me. Durò il tempo di quindici giorni e non ci fu nulla a parte qualche bacio perchè io ero pirla e imbranato, però a distanza di anni penso il suo sia stato un errore.

  7. Torniamo al cucciolo che poi vado a vedere che vespaio ha scatenato masticone, visto che sono in arretrato con le letture.
    Ti cito un esempio di una che conosco bene: me stessa. Io non ho assolutamente competitività sportiva. Zero. Non mi ha mai interessato, mi piace (piaceva: adesso chi si muove più con questo ginocchio) fare sport, la sensazione di benessere che regala ma sia negli sport di squadra che ho praticato sia in quelli in cui si combatte da soli non mi ha mai interessato altro che divertirmi. Nel lavoro, e a scuola, ai tempi, invece scendo in guerra armata, quando ce n’è bisogno. Anzi, mi piace sentire lo stress della gara.
    Il tuo bimbo ha questo atteggiamento con tutto quello che richiede il fronteggiare una difficoltà, misurarsi con gli altri e rischiare di perdere o si limita alla rinuncia solo nello sport? Se la risposta è si, secondo me, fai bene ad insistere e a fargli superare il timore del confronto, se invece è no allora significa che lo sport non gli interessa e, mi verrebbe da dire, che male c’è? Basta che impari che per stare bene bisogna fare del movimento e tenere il corpo in allenamento: il resto può attendere tempi migliori.

    • Purtroppo l’atteggiamento ce l’ha anche in altre attività. A scuola ad esempio studia perchè non vuole sfigurare con gli altri, se fosse in classe da solo temo sarebbe meno preparato….
      Per questo insisto sullo sport….suonasse la chitarra sarebbe uguale.
      Lui non è un uomo da prima linea (lo vedo anche da come cammina quando sono in gruppo). Il che non è un problema di per se (io sono uguale) ma ovviamente bisogna che impari a gestire i momenti in cui il confronto si crea, volenti o meno.

      Grazie comunque per il consiglio argomentato.

      PS: auguri per il post di masticone

  8. da ex giocatori di basket l’abbiamo trasmesso a Cri….quando aveva 16 anni , la Fernet Branca di Pavia, lo voleva tra gli juniores, ma come sempre accade il figlio di un dirigente e’ andato a fare il provino al posto suo….quello non l’hanno neanche fatto provare e mio figlio dato tutto se stesso per fare il meglio che si poteva…risultato ha contribuito a far vincere decine di campionati…..NON HA MAI MOLLATO….anche adesso che ha 35 anni non molla mai…. nel suo piccolo e’ un campione…..
    i camp di basket di Salsomaggiore l’hanno fatto crescere molto e giocare con campioni del NBA gli anno insegnato molto….
    dagli tempo…..e non fare il padre apprensivo…
    buonanotte !!!!!

  9. l’ansia da competizione la conosco molto bene: me la porto dietro da anni e non mi abbandona mai, neppure sul lavoro, e questo è diventato un problema enorme! Cerca di spronarlo e, come ha detto Martina, non fargli mancare l’icoraggiamento: ognuno ha il suo carattere, ma sono abbastanza certa che il mio terrore del confronto sia stato determinato anche dal fatto che per i miei genitori anche il miglior risultato era paragonato a quello di qualcun altro per dimostrare che avrei potuto fare di più. Adesso sono una persona che ostenta sicurezza per non soccombere, ma che vive malissimo qualsiasi attività competitiva, sia da sola che in gruppo (mi sento l’anello debole della squadra e mi tiro indietro).

    • infatti, so perfettamente che già da questa età si rischia di fare errori che poi i bambini rischiano di portarsi fino all’età adulta.
      Per questo che cerco di prestare la giusta attenzione, cercando di non fare errori, senza essere oppressivi ne minimizzando…insomma cercando di fare il genitore.

  10. Pingback: ….e alla fine torneo fu. | il nuovo blog del gatto sylvestro

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